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Ospedale Mare Napoli, prima operazione al cervello da sveglio

 Il neurochirurgo Giuseppe Catapano: "Intervenuto su uno studente di ingegneria di 25 anni, sta bene"

napoli operazione cervello sveglio

    Ieri è stato effettuato il primo intervento su un paziente sveglio nella sala operatoria di Neurochirurgia dell’Ospedale del Mare di Napoli.

    A operare è stata l’equipe coordinata dal primario neurochirurgo Giuseppe Catapano, intervenuta su un paziente di 25 anni, che sta completando gli studi in ingegneria gestionale, ed è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico al cervello.

    Durante tutto l’intervento è stato perfettamente sveglio, ha collaborato con gli psicologi e alla fine grazie a questa tecnica non ha riportato alcun tipo di deficit: nell’intervento si è assistito ad un miglioramento delle funzioni di memoria in minima parte compromesse nelle valutazioni preoperatorie.

    “Il paziente – spiega Catapano – sta bene, oggi si è alzato dal letto e contiamo di dimetterlo a brevissimo. Possiamo quindi affermare con particolare soddisfazione che con questo traguardo abbiamo sicuramento completato presso l’Ospedale del Mare l’offerta sanitaria in campo neurochirurgico per cui, ad oggi, non c’è alcuna necessità per i pazienti di affrontare lunghi ed onerosi viaggi a distanza per poter accedere alle cure più opportune”.

    Catapano spiega che da oltre un anno, “sotto la spinta costante del direttore generale dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva abbiamo lavorato per costruire una equipe preparata ad affrontare interventi neurochirurgici su paziente sveglio. Il team, costituito da neurochirurghi, anestesisti, psicologi, tecnici di neurofisiologia ed infermieri, grazie ad una strettissima collaborazione con colleghi dell’Istituto Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, esperti in questa metodica, è finalmente diventato operativo”.

    C’è stata una programmazione dell’intervento per scegliere la strada più sicura per accedere alla patologia con il minor rischio per le strutture anatomiche adiacenti. Per preservare le funzioni cerebrali un ruolo fondamentale è l’utilizzo routinario di monitoraggi intraoperatori, ma ci sono funzioni più complesse come la parola, la capacità di calcolo matematico, la capacità di ragionamenti astratti, che si possono controllare solo su un paziente sveglio al quale il team valuta costantemente le funzioni complesse cerebrali durante l’intervento, sottoponendo una serie di quesiti.

    Il team di psicologi clinici formati coadiuva il chirurgo nella selezione del paziente, perché non tutti possono affrontare questo tipo di intervento, e lo sottopone nei giorni precedenti a una serie di valutazioni neurocognitive con specifici test e lo prepara sul piano psicologico ad affrontare l’intervento, prefigurandogli lo scenario operatorio e addestrandolo a rispondere alle sollecitazioni durante l’intervento.

    Gli psicologi seguiranno il paziente nei giorni e nelle settimane dopo l’intervento per valutare l’effettivo impatto dell’intervento sulle funzioni cognitive superiori. Un ruolo fondamentale nel team è rivestito dagli anestesisti che siano in grado di sedare il paziente durante alcune fasi dell’intervento, senza deprimere la capacità respiratoria e far trovare il paziente rapidamente sveglio e perfettamente collaborante durante le fasi cruciali dell’intervento.

    L’equipe coordinata dal neurochirurgo Catapano, è stata costituita dal neurochirurgo Alessandro Villa, già esperto in queste operazioni in Francia, con l’anestesista Ciro Fittipaldi e la neuroanestesista Alessandra Candiello, gli psicologi Massimiliano Scarpelli, Teresa Serrapica e Annarita di Somma, gli infermieri Biagio Cassese, Andrea Sambiase e Candida Sorrentino ed il tecnico di neurofisiologia Marco Iannicelli.

    Il gruppo si è avvalso inoltre della collaborazione in sala operatoria del team di San Giovanni Rotondo costituito dai dottori Alfredo del Gaudio, Vincenzo Marchello e Grazia D’Onofrio.

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