Camorra e calcio scommesse la Dda di Napoli ha chiesti la condanna a 4 anni e 10 mesi per Armando Izzo, originario di Scampia e attuale difensore del Monza.
L’inchiesta s riferisce a fatti che sarebbero avvenuti 10 anni fa quando Izzo militava nelle fila dell’Avellino. Per Izzo l’accusa è di concorso esterno in associazione camorristica, oltre a due episodi di frode sportiva.
Ieri il pubblico ministero Maurizio De Marco ha chiesto anche altre due condanne a 18 mesi per accuse di frode sportiva contestate a Salvatore Russo e Umberto Accurso (l’ex boss fantasma della Vanella Grassi latitanti per oltre 10 anni).
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Nel febbraio dello scorso anno Izzo in aula si era difeso sostenendo che in occasione della partita incriminata ovvero Modena-Avellino (serie B, 17 marzo 2014), non scese in campo. “Ho simulato un infortunio per non essere coinvolto nella combine“, disse.
E spiegò di essere stato contattato, quando era a Secondigliano a casa della mamma, dal collega Luca Pini (come lui indagato in questo procedimento) che faceva anche il gioielliere, il quale gli doveva consegnare alcuni monili. Insieme con un altra persona i due si vedono in un ospedale dove pero’ c’erano anche Umberto e Antonio Accurso, elementi di spicco della camorra di Secondigliano e amici di Izzo, insieme con altre persone.
Sentendo “puzza di bruciato” il calciatore spiegò di avere preso un taxi e di essere andato via dopo una sorta di approccio. Izzo, infine, aveva anche ricordato di un altro approccio avvenuto diversi anni prima, quando era a Trieste, anche questo pero’ andato a vuoto.
REDAZIONE






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