Un acquirente fermato per strada ha tradito la base operativa. I carabinieri hanno trovato 33 dosi di cocaina nascoste in bicchieri di carta, un bilancino e un sistema di videosorveglianza installato per tenere d'occhio la strada.
Tutto è partito da un gesto sospetto. Nel pomeriggio di martedì, poco prima delle 16.00, una pattuglia della Stazione Carabinieri di Arienzo stava effettuando un normale servizio di controllo del territorio quando ha notato un uomo uscire frettolosamente da un palazzo del centro cittadino per dirigersi di corsa verso la propria auto. L’atteggiamento nervoso ha insospettito i militari, che lo hanno fermato per un controllo.
La perquisizione personale ha dato subito i suoi frutti: nelle tasche dei pantaloni dell’uomo è stato trovato un involucro termosaldato con circa 0,25 grammi di cocaina. Portato in caserma, l’uomo ha ammesso di aver appena acquistato la dose nell’abitazione da cui era uscito, fornendo una descrizione della venditrice e consentendo il suo riconoscimento fotografico.
Telecamere e bicchieri di carta: il sistema di spaccio
Con queste dichiarazioni in mano, i carabinieri hanno eseguito una perquisizione domiciliare nell’abitazione indicata. Al loro ingresso, la prima cosa che ha colpito i militari è stato un sistema di videosorveglianza collegato a un televisore, posizionato strategicamente per monitorare il perimetro della casa e un tratto di strada adiacente — un sistema di allerta per controllare l’arrivo di acquirenti o delle forze dell’ordine.
La perquisizione della sala ha portato al ritrovamento più significativo: sei bicchieri di carta nascosti su un mobile, al cui interno erano stati occultati numerosi involucri termosaldati con cocaina. Il narcotest ha confermato la natura della sostanza. Il bilancio finale del sequestro ammonta a 33 dosi di cocaina, già suddivise in quantità differenti e pronte per essere vendute, oltre a un bilancino di precisione e 30 euro in contanti, probabile provento dello spaccio.
La proprietaria dell’abitazione, una donna di 50 anni del posto, già nota alle forze dell’ordine, è stata arrestata con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il quadro indiziario raccolto — la cessione diretta documentata dall’acquirente, le dosi già confezionate e il materiale per la pesatura — non ha lasciato margini di dubbio ai carabinieri. Al termine delle formalità di rito, la donna è stata posta agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.
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L’articolo descreve un controllo che pare andato come da protocoll, ma rimangono diversi dubbi su come sia svolto: la persona fermata ha ammesso, pero la descrizzione della venditric e sembrano confusa e frammentata. Le tele camer e e i bicch ier i nascosti son prova, ma servirebbere altri riscontro e e chiarezza nelle fasi della perquisione.