Benevento, al via dopo anni la rimozione delle ecoballe

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Dopo anni ha preso il via la rimozione delle eco balle accatastate in località ‘Toppa Infuocata' di Fragneto Monfort, in provincia di Benevento, con destinazione .

Soddisfazione per l'iniziativa è stata espressa dal presidente dell'organismo di liquidazione della Samte, società partecipata dalla Provincia, Domenico Mauro, e dal presidente della Provincia di Nino Lombardi.

“Non possiamo nascondere la soddisfazione – commenta Mauro – per aver finalmente dato l'avvio alla risoluzione di un problema che si trascinava da troppi anni, in una spirale infinita di accuse, attacchi e malcontento.

    Le che giacevano nel sito di Toppa Infuocata andavano rimosse; per i cittadini di Fragneto Monforte, per quelli dei comuni confinanti, per l'intera provincia di Benevento, andava messo in campo ogni sforzo per fornire una risposta concreta alla loro atavica istanza di protezione del territorio.

    E' mio obbligo ringraziare i miei colleghi dell'organismo di liquidazione, la macchina operativa della Samte, la provincia di Benevento,senza il cui impegno il primo carico di ecoballe non sarebbe oggi in partenza dal porto di per raggiungere l'impianto di recupero energetico di Argo, in Danimarca.

    Oggi possiamo guardare al futuro con maggiore ottimismo ma siamo anche consapevoli che il percorso appena avviato deve essere concluso. Per questa ragione continueremo a lavorare, lontani da riflettori e luci della ribalta, fino a quando non saranno rimosse tutte le 48mila tonnellate di ecoballe dal sito. Siamo già all'opera per la seconda operazione di rimozione e trasferimento prevista per gennaio”.

    “Il sito – aggiunge poi il presidente Lombardi – costituiva fonte di grave preoccupazione per la popolazione e costituiva una sconcezza. Credo vada sottolineato che, dopo tanti sforzi e tanto lavoro speso nel corso degli anni dalla Provincia e dalla Società partecipata Samte presso la Regione Campania, e grazie all'impegno personale del Vice Presidente Bonavitacola, siamo finalmente venuti a capo di questa vicenda che costituiva una ferita inaccettabile per il territorio”.



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