Domenica 20 novembre 2022 un viaggio affascinante che passa dai Balcani attraverso un intimo racconto in musica e prosa ad aprire la porta di un mondo sommerso.


ph. Luigi Vaccaro
Storie senza fissa dimora presenta ‘Filtri d’amore ed altri miracoli’ di Gennaro Monti, al Pozzo e il Pendolo di Napoli.
Domenica 20 novembre 2022 un viaggio affascinante che passa dai Balcani attraverso un intimo racconto in musica e prosa ad aprire la porta di un mondo sommerso.
Sono cinque storie, cinque oggetti, cinque canzoni a incorniciare i drammi, i destini di amori lontani che daranno vita a Filtri d’amore ed altri miracoli, spettacolo scritto e diretto da Gennaro Monti, in scena domenica 20 novembre 2022 alle ore 18.00 sul palcoscenico de Il Pozzo e il Pendolo Teatro di Napoli.
Dopo aver raccontato i misteri e i peccati capitali nella cultura popolare, la storia prende una strada nuova sempre nel solco delle credenze e delle tradizioni più affascinanti del nostro sud, e non solo.
Presentato da Storie senza fissa dimora, l’allestimento, che vede in scena Sonia De Rosa (voce e prosa), Davide De Rosa (chitarra e chitarrino) e Gennaro Monti (prosa e chitarra), è un racconto intimo e ritmico di fatti e cose realmente vissute. Storie e dicerie, misteri e segreti sussurrati, che vivono e ruotano attorno “la possessione degli oggetti” nella cultura popolare.
Una vecchia credenza di legno, una corona di argento opaco, una croce rubata, una bottiglia di vetro a forma di gatto, un tozzo di pane raffermo sono “protagonisti” di cinque storie raccolte in cinque territori del Sud Italia per altrettanti racconti, che partono dall’Est e si ritrovano nel fulcro della cultura contadina: la fiera.
“Gli oggetti parlano, sono scrigni preziosi – così Gennaro Monti in una nota – che ho appreso dalla mia infanzia, vissuta nelle campagne Calabresi, e da lì è cominciata la ricerca. In poche parole Filtri d’amore ed altri miracoli è uno spettacolo sospeso tra fatto esistente e fatto sospeso”.
Il viaggio parte proprio da una fiera di paese che raccoglie mille suoni, dialetti e provenienze. Da quest’umanità incredibile si evince quanto siamo vicini ad ogni parte del mondo. Da questo miscuglio necessario, comprendiamo la bellezza della contaminazione, il mistero più grande del nostro Sud.
Dai Balcani a un paese sconosciuto della Basilicata, da posti impossibili le cose viaggiano e si ritrovano alle fiere per bagnarsi di nuova vita tra mistero e fede. Cinque storie che incrociano la sacralità riconosciuta a quella popolare, cinque eroi che non sono sui libri.
Le vicende si alternano con le canzoni suonate come un ensemble zingaro, e in ogni racconto la musica e il suono dialogano con l’attore.
Ed è così che la narrazione rivela, nel suo incedere, quanto gli oggetti riescano a traferire la storia di “dove sono nati”, e con la storia anche la magia, la vita di chi li ha posseduti.
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