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Caserta, i Carabinieri Tpc restituiscono dipinto del XIX sec. trafugato

L'opera, trafugata all'interno della Chiesa di San Pietro Apostolo di Valle di Maddaloni il 15 maggio 1993, è stata recuperata a Spinazzola (BT) in una abitazione privata -

    Questa mattina a Valle di Maddaloni nella chiesa di San Pietro Apostolo, il Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, tenente Giacomo Geloso, ha restituito a don Giuseppe Campagnuolo, parroco della chiesa, il dipinto raffigurante la Vergine con Bambino e Santa Lucia, realizzato nella prima metà del sec. XIX ed ascrivibile ad ignoto pittore campano.

    La cerimonia si è svolta alla presenza di S.E.R. Mons. Giuseppe Mazzafaro Vescovo della Diocesi di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata dei Goti, del dott. Francesco Buzzo Sindaco del Comune di Valle di Maddaloni (CS), del Colonnello Manuel Scarso Comandante Provinciale dei Carabinieri di Caserta, del Cap. Massimo Esposito Comandante della Compagnia Carabinieri di Maddaloni (CS), del Cap. Massimiliano Croce Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli ed altre Autorità dell’articolazione periferica del Ministero della Cultura.

    L’opera, trafugata all’interno della Chiesa di San Pietro Apostolo di Valle di Maddaloni il 15 maggio 1993, è stata recuperata a Spinazzola (BT) in una abitazione privata, grazie alla quotidiana e incessante attività di indagine condotta dal Reparto specializzato dell’Arma, impegnato nella tutela del patrimonio culturale.

    Il ritrovamento del prezioso dipinto, dallo straordinario valore culturale e devozionale, rappresenta il risultato dell’attività investigativa, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, che ha portato al deferimento in stato di libertà di una persona per il reato di ricettazione.

    Le indagini svolte, oltre ad assicurare il recupero ed a preservare l’integrità del dipinto, dal grande valore artistico e simbolico per la comunità religiosa di Valle di Maddaloni, hanno consentito di poter restituire il bene alla parrocchia di San Pietro Apostolo e San Pancrazio Martire, che lo custodirà e lo esporrà ai fedeli nel medesimo luogo dal quale venne rubato nel lontano 1993.

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