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Prof ucciso, l’assassino incastrato dalle tracce di sangue sui vestiti

Il prof ucciso nella scuola di Melito, Marcello Toscano, con molta probabilità si è anche difeso. Forse motivi economici dietro l'aggressione

    E’ stato incastrato dalle tracce di sangue trovate su vestiti che aveva in casa al momento della perquisizione dei carabinieri, il collaboratore scolastico che è in stato di fermo da stanotte per l’omicidio del professore Marcello Toscano avvenuto nella scuola media Marino Guarano di Melito.

    I carabinieri della compagnia di Marano, che conducono le indagini sotto il coordinamento della Procura di Napoli Nord, sono arrivati a lui attraverso la visione delle immagini delle telecamere pubbliche e private poste nella zona attorno alla scuola e attraverso alcune testimonianze.

    Ora bisogna capire perchè era andato all’appuntamento con il professore Marcello Toscano, il quale probabilmente ha cercato anche di difendersi nel corso dell’aggressione.

    L’uomo è accusato di omicidio volontario. Non ha fatto alcuna confessione. Gli inquirenti non escludono un movente di carattere economico. L’uomo che e’ stato sottoposto alla misura cautelare ed e’ gia’ in carcere, a Poggioreale, presta servizio nella scuola dove il professore insegnava. Il provvedimento – scattato dopo un lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri, durante il quale non ha fatto ammissioni – e’ stato emesso anche per evitare che stamattina si potesse recare al lavoro.

    Secondo quanto si e’ appreso il motivo del grave gesto non sarebbe riconducibile a dissidi emersi tra i due nell’ambito lavorativo. Le indagini escludono anche questioni sentimentali oppure collegate al ruolo politico svolto dal docente. Gli inquirenti si stanno concentrando piuttosto su vicende che riguardano strettamente la vittima e il suo presunto assassino.

    Prof ucciso, il procuratore: “Famiglie oltraggiate dall’accaduto”

    “Serve il ripristino della legalita’ in quei territori del Napoletano, sia come presidio delle forze dell’ordine, sia come rinascita sociale; le istituzioni scolastiche, vilipese da questo episodio, devono avere un ruolo centrale. Le famiglie sono state profondamente oltraggiate dalla circostanza che i loro figli si siano trovati in una situazione cosi’ penosa”.

    Lo ha detto il procuratore di Napoli Nord Maria Antonietta Troncone che stamani ha preso parte, nella chiesa di San Domenico Maggiore, a Napoli, alla messa in occasione della ricorrenza di San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato. “Chiedo maggiore attenzione a questi territori, – ha detto ancora Maria Antonietta Troncone – e devo dire che anche gli uffici giudiziari di Napoli Nord operano in una situazione di estrema criticita’, con un forte sottodimensionamento che rende difficile, malgrado gli enormi sforzi, dare una risposta adeguata alla complessita’ e alle criticita’ di questi territori”.

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    “E’ veramente allarmante che un omicidio a causa della conflittualita’ tra il presunto autore del fatto e la vittima avvenga in un edificio scolastico”.Ha detto ancora il procuratore di Napoli Nord Maria Antonietta Troncone. “E’ allarmante che si debba assistere a questo degrado”, ha aggiunto il procuratore di napoli Nord secondo il quale “l’istituzione scolastica va rafforzata, sostenuta e aiutata”.

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