. “Proprio in questo momento sono a scuola e ho davanti a me la piattaforma che rileva il personale che è in regola con il Green pass rafforzato. Quasi tutti, docenti e non docenti sono vaccinati ma ad oggi sono positivi al virus, quindi il loro certificato è sospeso. È un’incongruenza che forse il Governo non ha tenuto in considerazione”.

Valeria Pirone, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Vittorino Da Feltre di San Giovanni a Teduccio, ai microfoni di iNews24, denuncia: “Qualche giorno fa in Campania abbiamo avuto 14mila contagi ed è chiaro che questo dato ci riguarda da vicino. Chiunque ha qualche legame con il mondo della scuola, che ci lavori o la frequenti o abbia uno studente in famiglia”.

La stima degli operatori positivi odierna, spiega la preside, potrebbe non essere certa: “Siccome ci sono le vacanze scolastiche, in molti manderanno il certificato il 10. E sarà complicato procedere con le sostituzioni a causa di una serie di limiti burocratici rendono difficile organizzare il lavoro. Anche molti collaboratori scolastici sono positivi. Quindi mi chiedo chi si occuperà della sanificazione, di areare i locali, della pulizia e degli ingressi. È facile dire che la scuola deve essere a tutti i costi in presenza, ma in trincea ci siamo noi ed è difficilissimo”.

Il 10 gennaio, giorno del rientro in classe, secondo la dirigente, “esploderà una bomba. Tra l’altro i dati saranno attendibili solo il 10 gennaio, perché anche i genitori (come gli operatori scolastici ndr.) comunicheranno la positività dei figli solo quando riprenderà la scuola. Sto pensando di convocare ad horas un Consiglio di istituto almeno per ridurre l’orario.

Ci sentiamo feriti da chi ci governa, abbandonati. È come se non volessero confrontarsi con la realtà e ci lasciassero affrontare le cose da soli. Dopo il mondo sanitario viene il mondo della scuola, che è stremato. Senza armi non si possono combattere le guerre, soprattutto ora che l’emergenza coinvolge anche i bambini in età scolare”.

Pirone inoltre avanza una proposta al Governo: “Preciso che nessuno discute sul fatto che la scuola in presenza sia da preferire. Ma in questo momento non abbiamo le condizioni per garantire sei ore, figuriamoci le otto della scuola dell’infanzia. Potremmo quindi venirci incontro a metà strada, suggerendo un orario ridotto. Ad esempio facendo tre ore in presenza e continuando il pomeriggio con la didattica a distanza”.

Sulla didattica mista, afferma Pirone, “il problema è ancora una volta la mancanza di docenti. C’è un protocollo condiviso delle scuole che prevede di avere due insegnanti in classe per poterla attuare nella scuola di primo grado. Non è pensabile che un solo insegnante in prima elementare badi contemporaneamente ai bambini in classe e a casa”.

Posticipare il ritorno in classe, secondo la dirigente, potrebbe migliorare la situazione: “Fermarsi due settimane non cambia la storia dell’anno scolastico. Quest’anno abbiamo cominciato prima. Fare la didattica mista o la dad non comprometterebbe assolutamente l’anno scolastico, ma consentirebbe di fare le cose nel modo giusto”.




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