AGGIORNAMENTO : 15 Febbraio 2026 - 23:25
10.8 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 15 Febbraio 2026 - 23:25
10.8 C
Napoli

A Riardo rapina all’ufficio postale, dipendenti sequestrati e malviventi in fuga

SULLO STESSO ARGOMENTO

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

A Riardo, all’aeprtura dell’ufficio postale, rapina da parte di due malviventi che hanno sequestrato i dipendenti chiudendoli in una stanza

Rapina a all’ufficio postale di Riardo messa a segno questa mattina. I malviventi avrebbero agito mentre il personale della struttura stava aprendo l’ufficio. I dipendenti sono stati rinchiusi in una stanza mentre i banditi hanno agito negli uffici.

Poi sarebbero scappati dal retro, a bordo di una vecchia punto.

Scattato l’allarme sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Pietramelara coadiuvati da una pattuglia del nucleo radiomobile proveniente dalla Compagnia di Capua. Da quantificare il danno. Nessuna persona sarebbe rimasta ferita. Ad agire sarebbero state due persone

LEGGI ANCHE

Procida– Un’isola senza un ufficio postale degno di questo nome. Da oltre sessanta giorni, i cittadini di Procida sono costretti a fare i conti con un servizio essenziale ridotto ai minimi termini: un ufficio mobile allestito all'interno di un camper. Una soluzione d'emergenza che doveva essere temporanea, ma che sta trasformando ogni operazione burocratica in…

Continua a leggere

Caserta, truffa ai correntisti delle Poste: scatta il sequestro

di Gustavo Gentile 7 Novembre 2025 - 10:52 10:52

Un presunto sistema di sottrazione illecita di fondi, messo in atto sfruttando l’accesso privilegiato ai conti di ignari clienti, è finito al centro di un’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Maddaloni. Nelle scorse ore, i militari hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per equivalente, emesso dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento colpisce due persone attualmente iscritte nel registro degli indagati per peculato, sostituzione di persona, riciclaggio e autoriciclaggio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Stazione Carabinieri di Maddaloni, che hanno condotto le attività tra febbraio e dicembre 2024, gli indagati avrebbero messo in piedi un meccanismo sofisticato e sistematico. Il fulcro dell’operazione sarebbe stato il ruolo lavorativo rivestito da una delle due persone coinvolte, dipendente di un ufficio di poste Italiane al momento dei fatti contestati. Grazie all’accesso ai sistemi operativi interni, la dipendente avrebbe individuato conti correnti con giacenze consistenti, procedendo — secondo l’ipotesi accusatoria — alla sottrazione dei fondi tramite operazioni mascherate e riconducibili a identità fittizie. La cifra sottratta, che ammonta a 359.246,27 euro, sarebbe poi stata fatta transitare in diversi canali finanziari, venendo in parte reimpiegata in operazioni di presunto autoriciclaggio. Proprio tale somma costituisce l’oggetto del sequestro preventivo disposto dalla magistratura. Durante l’esecuzione del decreto, i Carabinieri hanno sottoposto a vincolo reale un consistente patrimonio riconducibile ai due indagati: cinque immobili situati nel comune di Casagiove (Caserta), diciotto rapporti finanziari tra conti e depositi, oltre a una quota pari a un quinto dello stipendio netto mensile di entrambi. Le indagini sono ancora in corso e — come precisato dalle autorità — la posizione degli indagati è allo stato attuale tutelata dal principio di presunzione di innocenza. Tuttavia, la Procura ritiene che il quadro investigativo raccolto finora evidenzi un articolato sistema di appropriazione indebita, pianificato con metodo e continuità. La vicenda, oltre a colpire sotto il profilo penale, riaccende i riflettori sulla sicurezza dei sistemi di gestione dei risparmi e sulla vulnerabilità dei clienti affidatisi a servizi considerati tradizionalmente tra i più sicuri.

Continua a leggere

Caivano, il pusher arrestato al Parco verde era il fidanzato della ragazza morta in un incidente

di Giuseppe Del Gaudio 16 Settembre 2025 - 10:55 10:55

Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.

Continua a leggere

REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA