La procreazione medicalmente assistita (PMA) è un percorso molto complesso in cui anche l’alimentazione può giocare un ruolo chiave.

Ne parlano e Roberto Uliano, nel loro ultimo lavoro, scritto a due mani, dal titolo “Nutrire la fertilità: il ruolo dell’alimentazione nella ricerca della gravidanza”, che sarà presentato a Napoli, ad inizio del prossimo anno (il libro è già disponibile sullo shopping di Amazon).

“Numerosi studi epidemiologici condotti negli ultimi anni – spiegano gli autori – sono concordi nel ritenere che un’alimentazione bilanciata ed uno stile di vita sano possano rivelarsi fattori chiave su cui agire per aumentare le probabilità di concepimento, sia sull’infertilità maschile che femminile”. “Dai più recenti studi in letteratura scientifica – proseguono Ciardulli e Uliano – è emerso, infatti, che il peso corporeo può avere un ruolo importante, stimando che circa il 12% dei casi di infertilità possano dipendere da disturbi ponderali”.

Nel libro dei due ricercatori vengono pertanto presi in considerazione non solo l’alimentazione e i disturbi ponderali, ma anche l’effetto che gli inquinanti e la salute psicologica possono avere sulla fertilità. “Lo scopo del testo – ribadiscono Ciardulli e Uliano – è quello di portare alla coscienza di tutti di quanto una corretta alimentazione e uno stile di vita adeguato siano strumenti utili per potenziare la fertilità maschile e femminile”.

CIARDULLI E IULIANO
Andrea Ciardulli, dirigente medico di I Livello, lavora in U.O.C. Ginecologia ed Ostetricia all’ospedale “Cristo Re” di Roma. Roberto Uliano, biologo-nutrizionista, opera su Napoli, Castellamare di Stabia (Na) e Roma. È consulente e scrittore, nel campo delle scienze dell’alimentazione (anche per bambini) presso diverse testate giornalistiche. Già autore del libro “La tua dieta – dalla motivazione alla flessibilità metabolica”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA



Sant’Anastasia, piove dal soffitto della scuola: il sindaco ordina la chiusura del piano

Notizia precedente

Variante Omicron a Caserta: 3 positivi nella classe del figlio del paziente zero

Notizia Successiva



Ti potrebbe interessare..