Cronaca

Detenuto morto a Poggioreale, Osapp: “Facile strumentalizzare”

Il sindacato della polizia penitenziaria polemizza con il Garante per i detenuti Samuele Ciambriello per il caso del detenuto Antonio Alfieri



Detenuto morto a Poggioreale
foto di repertorio




“E’ facile strumentalizzare senza avere contezza di ciò che accade creando ulteriori crepe in un sistema già di per sè in gravi difficoltà”.

Lo sottolinea, in una nota, il vice segretario regionale Osapp Campania Luigi Castaldo che cosi’ interviene in riferimento al decesso di un detenuto reso noto ieri dal garante per la Campania delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, il quale denunciava il ritardo accumulato dall’amministrazione penitenziaria nell’avvisare della morte la famiglia del carcerato.

“Ancora una volta – dice Castaldo – la Polizia Penitenziaria è messa in discussione da chi si limita ad osservare ciò che gli fa comodo senza avere contezza dei fatti. Il Garante dei detenuti campani Samuele Ciambriello denuncia ritardi negli avvisi per il decesso di un detenuto in ospedale, è bene precisare che i fatti sono ben altri e che ben vengano chiarimenti, ma che non si usassero eventi luttuosi per strumentalizzare generalizzando l’operato di migliaia di uomini e donne delle Forze dell’Ordine dando un’opinione delle Istituzioni negativa all’immagine pubblica, specie del G.Salvia di Poggioreale istituto penitenziario partenopeo con un sovraffollamento oltre l’immaginabile”.

Il carcere di Poggioreale, ricorda il sindacalista, “oggi ospita e conta oltre 2200 detenuti quando la sua capacita’ si attesta intorno ai 1600.

A ciò si aggiunge che vari reparti sono in ristrutturazione e pertanto l’affollamento è ulteriormente aggravato, ciò rende di conseguenza l’operato di tutte le figure professionali che orbitano nella struttura assai più difficile, partendo dal direttore del penitenziario Carlo Berdini, al comandante di reparto della Polizia Penitenziaria Gaetano Diglio che, con gli esigui mezzi e uomini devono affrontare un organizzazione giudiziaria non solo della provincia di Napoli ma anche di tutta la regione e di quelle limitrofe, si pensi che giungono detenuti anche da fuori regione a causa delle restrizioni Covid-19”.

“Dopotutto, – conclude Castaldo – i più martoriati sono sempre gli ultimi, cioe’ i poliziotti penitenziari in prima linea, che subiscono gratuiti attacchi mediatici pur espletando un lavoro molto complesso con tanta umanità, laddove meriterebbero maggiori supporti dalla Politica sotto tutti i profili”.

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