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Covid, in Italia il tasso di positività resta stabile al 2,3%

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Sono 6.735 i nuovi casi Covid nelle 24 ore in Italia, contro i 6.761 di ieri ma soprattutto i 7.826 di venerdi’ scorso: come evidente da qualche giorno, la curva sembra piegare verso il basso.

I tamponi sono 296.394, 3mila meno di ieri, con il tasso di positivita’ stabile al 2,3%. I decessi sono 58 (ieri 62), per un totale di 129.410 vittime dall’inizio dell’epidemia. Anche i ricoveri sembrano rallentare: quelli nei reparti ordinari sono ancora in calo, 41 in meno (ieri -26), e scendono a 4.164 in tutto, mentre le terapie intensive sono una in piu’ (ieri +15) con 42 ingressi del giorno, e sono 556.

E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute. La regione con piu’ casi odierni e’ ancora la Sicilia, anche se in leggero calo da qualche giorno, con 1.348 contagi, seguita a distanza da Emilia Romagna (+721), Lombardia (+647), Veneto (+637) e Lazio (+430).

I casi totali salgono cosi’ a 4.559.970. I guariti sono 6.544 (ieri 6.372), per un totale dall’inizio della pandemia di 4.293.535. Il numero delle persone attualmente positive sale leggermente, 127 in piu’ (ieri +320), e sono 137.025 in tutto, di cui 132.305 in isolamento domiciliare

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C’è un’Italia che non si misura in monumenti o metri quadri, ma vive nei gesti quotidiani, nei riti tramandati, nelle lingue locali e nelle tradizioni custodite dalle comunità. È questa l’Italia che emerge dal primo Censimento del Patrimonio culturale immateriale, presentato alla Camera dei deputati, che ha già raccolto oltre trentamila elementi tra tradizioni, manifestazioni, prodotti locali e saperi antichi.

Il progetto, avviato nel 2023 e promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia in collaborazione con Anci e con l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale, sotto la supervisione del ministero della Cultura, nasce con l’obiettivo di preservare e condividere un patrimonio fragile, destinato a scomparire se non viene raccontato e trasmesso. Un lavoro che si inserisce pienamente nello spirito della Convenzione Unesco del 2003 e che, per sua stessa natura, non potrà mai dirsi concluso.

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La corsa dell’Italia verso i Mondiali del 2026 entra nella sua fase più delicata. Con la conclusione dei gironi di qualificazione, il cammino verso Stati Uniti, Canada e Messico passa ora per i playoff, dove restano quattro posti ancora da assegnare. Domani a Zurigo verrà tracciato il percorso che gli Azzurri dovranno affrontare, una strada che si preannuncia tutt’altro che semplice.

La squadra guidata da Gattuso è stata inserita in prima fascia grazie al ranking FIFA, un vantaggio relativo che assicura solo un dato: la semifinale del 26 marzo si giocherà in Italia. L’avversaria, però, resta un’incognita pesante. Arriverà dalla quarta fascia, quella delle nazionali ripescate tramite la Nations League, e il ventaglio delle possibili contendenti non permette distrazioni. Tra Svezia, Irlanda del Nord, Macedonia del Nord e Romania il rischio di un incrocio complicato è reale, soprattutto con una Svezia desiderosa di riscatto e una Macedonia già capace in passato di rovinare i piani azzurri.

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Ranking FIFA, crollo Italia: è di nuovo fuori dalla top 10

di Vincenzo Scarpa 10 Luglio 2025 - 11:25 11:25

L’Italia non è più tra le prime dieci potenze del calcio mondiale. Con l’aggiornamento ufficiale del Ranking FIFA, la Nazionale scivola all’undicesimo posto, superata da Germania e Croazia. Un segnale chiaro, l’ennesimo, che il percorso di ricostruzione azzurro è tutt’altro che completato e che i recenti risultati internazionali continuano a presentare il conto.

In vetta alla classifica mondiale resta salda l’Argentina, campione del mondo in carica, davanti a una Spagna in grande forma e a una Francia sempre competitiva. Alle loro spalle Inghilterra e Brasile, mentre è il Portogallo a guadagnarsi la copertina, salendo al sesto posto dopo il trionfo in Nations League. Seguono Olanda, Belgio, Germania e, al decimo posto, una Croazia che si conferma solida e cinica.

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