piazza salvatore barbaro

A Ercolano nasce piazza Salvatore Barbaro nel luogo dove il 13 novembre 2009 il giovane cantante fu ucciso

______________________________

Ercolano, inaugurata piazza Salvatore Barbaro, vittima innocente della camorra

A Ercolano nasce piazza Salvatore Barbaro nel luogo dove il 13 novembre 2009 il giovane cantante fu ucciso per errore a soli 29 anni perché aveva la stessa automobile di un boss, vero bersaglio dei killer.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Ercolano, ergastolo confermato per mandante e fiancheggiatori dell’omicidio dell’innocente neo melodico Salvatore Barbaro

“Abbiamo scelto questo luogo per intitolare piazza Salvatore Barbaro – ha detto il sindaco Ciro Buonajuto – perché è il luogo dove è avvenuto l’omicidio in quel novembre del 2009, ed è giusto che chiunque passeggiando di qua possa ricordare cosa era Ercolano: una città condizionata dalla camorra, ma soprattutto potrà vedere ciò che sarà la nostra città quando terminerà questa passeggiata archeologica.

Dove prima c’era la camorra e veniva ucciso un ragazzo innocente, domani ci saranno i turisti, la bellezza, la cultura e la legalità. La battaglia contro la camorra non si vince solo con gli arresti, le condanne e gli ergastoli, ma anche con la buona politica, quello di oggi non è gesto simbolico, ma è uno strumento fondamentale per tenere alta l’attenzione. Indietro non si torna e continuiamo senza sosta la nostra battaglia contro ogni forma di illegalità”.

salvatore barbaro

salvatore barbaro

“Mio fratello non è morto – ha ricordato Agnese Barbaro, sorella di Salvatore – ma oggi è qui in mezzo a noi, vive nei nostri cuori. Non dimentichiamo quanto accaduto 11 anni fa, quel giorno per noi calò improvvisamente il buio, oggi c’è una nuova luce”.

“Questo momento è assai giusto e utile, perché ci ricorda lo squallore morale che è la camorra, che altro non è che quella cosa che porta un giovane a trovare la morte. Oggi – ha aggiunto il procuratore di Torre Annunziata Pierpaolo Filippelli – siamo qui per ricordare Salvatore, vittima innocente della criminalità, ma anche per confermare la nostra dichiarazione di guerra alla camorra, perché la si combatte nelle aule giudiziarie, ma anche vincendo la nostra battaglia culturale”.


Di Chiara Carlino



Ti potrebbe interessare..