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Il vaccino di e’ fortemente raccomandato per gli over 60 mentre chi ha meno di sessant’anni e ha gia’ fatto una dose del siero a vettore virale fara’ la seconda con o Moderna.

 

“Gli studi dimostrano infatti buona efficienza ed efficacia anche nelle vaccinazioni di tipo eterologa” ha spiegato il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco , nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.

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 “Il 45% ha ricevuto la prima dose di vaccino contro il Covid mentre un italiano su 4 ha ricevuto entrambe le dosi. In un confronto con Aifa, ministero, commissario – ha aggiunto – abbiamo ritenuto opportuno rivalutare le indicazioni all’uso del vaccino perche’ essendo mutato lo scenario epidemiologico muta anche il rapporto tra benefici e rischi del vaccino. Dopo un’analisi straordinariamente accurata il Cts ha raccomandato le prime dosi di a partire dai 60 anni, riservando sotto i 60 anni i vaccini a mRna che non sono correlati ai problemi di coagulazione”.

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Stessa decisione per la seconda dose. “Considerata la disponibilita’ di vaccini alternativi e ispirandosi a un principio di massima cautela – ha detto – raccomandiamo di somministrare la seconda dose solo oltre i 60 anni”. “L’indicazione – ha detto – sara’ tradotta in forma perentoria e non sotto forma di raccomandazione”.

 Seconde dosi con , per under 60

Agli under 60 che hanno avuto la prima dose vaccinale anti-Covid con Astrazeneca sarà somministrata la seconda dose con dopo la decisione del Cts di riservare le inoculazioni del siero anglo-svedese alle persone di età superiore a 60 anni.

 : ‘No svantaggi da vaccinazione con due sieri diversi’

“I vaccini hanno salvato molte vite ed Astrazeneca, in altri Paesi, ha portato numeri che noi invidiavamo”. Lo ha affermato il coordinatore del Cts, Franco Locatelli. E poi ha aggiunto: ” Ci sono “tutti i presupposti per ipotizzare che combinare due tipologie di vaccini non porti alcuno svantaggio ma anzi qualche vantaggio”.

: ‘DA NUOVE INDICAZIONI IMPATTO MINIMO SU PIANO VACCINALE’

Le raccomandazioni del Cts saranno tradotte in obblighi dal governo. Lo hanno detto il ministro della Salute Roberto e il generale  in conferenza stampa, riguardo al caso Astrazeneca: “Abbiamo le disponibilità per ricalibrare il piano con le seconde dosi eterologhe per gli under 60 che hanno fatto la prima dose con Astrazeneca – ha detto – E’ chiaro che questo comporterà qualcosa nel piano vaccinale, ma sono fiducioso che tra luglio ed agosto rimedieremo”.

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Astrazeneca per platea di 7,4 milioni italiani 

Sono potenzialmente 7,4 i milioni di italiani sopra i 60 anni che potranno ricevere ancora il vaccino di Astrazeneca alla luce delle nuove indicazioni del Comitato tecnico scientifico. Lo ha spiegato il Commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo sottolineando che si tratta di 3,5 di over 60 che devono ancora ricevere la prima dose – e sono quelli, ha detto, “su cui dobbiamo continuare sempre e in maniera incalzante a cercare di somministrare” i vaccini – e 3,9 milioni di over 60 che devono invece fare il richiamo.

Figliuolo: ‘Le dosi Astrazeneca in più ai paesi

Le dosi di Astrazeneca che dovessero avanzare, in seguito alle indicazioni del Cts, potrebbero andare ai paesi . L’ipotesi e’ stata fatta dal Commissario Francesco Figliuolo in conferenza stampa. Entro fine giugno, ha spiegato, sono attesi 15 milioni di dosi di Astrazeneca: considerando che ci sono potenzialmente 3,5 milioni di over 60 da vaccinare con entrambe le dosi e 3,9 con la seconda, serviranno 10,9 milioni di dosi. “in teoria – ha detto – impiegheremmo quasi tutto il potenziale. E se dovessero rimanere delle dosi saranno credo utilmente impiegate per i paesi , con le prescrizioni sanitarie previste in quei paesi”.



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