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Massacrata di botte, accoltellata e poi bruciata: così è morta Ylenia

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San Paolo Belsito. Una vita di violenze culminata in una fine atroce: massacrata di botte, accoltellata e poi bruciata.

E’ morta così Ylenia Lombardo, la 33enne di Pago di Lauro, in provincia di Avellino, trovata ieri sera nella sua abitazione in via Ferdinando Scala a San Paolo Belsito. E’ questa la tragica sequenza ricostruita dai carabinieri della Compagnia di Nola, coordinati dalla Procura della Repubblica di Nola.

Il suo presunto assassino è Andrea Napolitano, 36 anni, che la vittima conosceva bene. L’uomo, con precedenti e in cura presso presso un centro di igiene mentale a Nola, è stato fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario, lesioni, incendio e distruzione di cadavere.
Ylenia, madre di una bimba di 11 anni che vive con i nonni a Viterbo, era origina di Pago di Lauro, in provincia di Avellino, ma a pochi chilometri da San Paolo Belsito, dove la 33enne era andata ad abitare da pochi mesi.

Una storia di violenze la sua, anche in famiglia. L’ex compagno, padre di sua figlia, è in carcere dal 2019 per maltrattamenti. Lo aveva fatto arrestare Ylenia, denunciando le violenze subite, gli abusi.

E come in una spirale senza fine, come in un destino predestinato, Ylenia è morta per mano di un altro uomo. Si cerca di capire il movente di un delitto brutale, atroce, l’ennesimo femminicidio che si è consumato ieri sera in una casa di San Paolo Belsito.

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Il suo corpo era semicarbonizzato, dalla cintola in giu’, all’interno della camera da letto, dove si è sviluppato il rogo. Ylenia Lombardo viveva da sola, lavorava come badante, cercava di sostenersi dopo la fine di un altro incubo, lontana dalla figlia che vive con la nonna.

A dare l’allarme, ieri sera, un gruppo di ragazzi che dall’altra parte del marciapiede di questo lungo stradone che attraversa il paese del napoletano hanno visto del fumo uscire dalle finestre dell’abitazione e hanno subito sfondato la porta e chiamato i carabinieri. Gli investigatori hanno ascoltato familiari e amici della giovane donna e hanno ricostruito parte della sua vita, attraverso la quale sono riusciti ad identificare e a fermare Andrea Napolitano, l’uomo accusato del suo omicidio.

I due si conoscevano anche se, fino a questo momento, non è stato accertato se tra loro vi fossero rapporti di parentela o una relazione. A casa dell’uomo sono stati trovati abiti sporchi di sangue. Napolitano è stato individuato grazie alle testimonianze di alcuni cittadini e alle telecamere di videosorveglianza della zona. Dal suo interrogatorio potrebbero emergere altri particolari su quanto accaduto ieri sera.

Rosaria Federico

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