Dopo oltre un mese Gianluca Coppola è deceduto nella notte all'ospedale Cardarelli dove era ricoverato. Già in carcere da giorni l'assassino Antonio Felli


L’autore del ferimento è stato poi sottoposto a fermo. Coppola era stato trasportato all’ospedale Cardarelli di Napoli e le sue condizioni erano apparse subito gravi.
Dopo due giorni si era consegnato ai carabinieri di Casoria Antonio Felli, 31 anni, nei confronti del quale la Procura di Napoli ha emesso un decreto di fermo per tentato omicidio volontario e per detenzione e porto abusivo d’arma da fuoco, reati aggravati dai motivi abbietti e futili e dal metodo mafioso, si e’ presentato in caserma accompagnato dal suo legale, l’avvocato Dario Carmine Procentese.
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I motivi dell’agguato sarebbero riconducibili a vicende di carattere sentimentale ma a coordinare l’attivita’ investigativa dei militari dell’Arma e’ adesso la Dda di Napoli. Felli e’ legato da vincoli di parentela con una persona ritenuta dagli inquirenti legata a clan Moccia. Ai militari che lo hanno interrogato prima di accompagnarlo in carcere ha riferito di essersi liberato dell’arma subito dopo averla usata contro Coppola. La vittima del tentato omicidio e’ ancora ricoverata in ospedale in gravissime condizioni di salute.
Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e condotte congiuntamente dai militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e della Compagnia di Casoria, attraverso la visione di numerosi sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati e l’interrogatorio di persone informate sui fatti, corroborate anche da attività di natura tecnica, hanno permesso di ricostruire l’intera dinamica della violenta aggressione a mano armata avvenuta lo scorso 8 aprile culminata con l’esplosione di numerosi colpi di pistola cal. 7.65 ad opera del Felli, di cui 3 hanno centrato il suo obiettivo, il 27enne incensurato Gianluca Coppola, ancora ricoverato presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli, in prognosi riservata ed in pericolo di vita. Nella circostanza si è appurato come Felli abbia agito con freddezza, a volto scoperto, con platealità, ostentando la propria identità per conferire esemplarità al gesto, evocando nella vittima, alla luce delle modalità di commissione del reato, la consapevolezza dell’appartenenza ad un’associazione di tipo mafioso, anche alla luce della reticenza di alcuni testimoni oculari.
Gli investigatori hanno verificato che, prima della citata sparatoria, vi era stata una violenta lite tra Coppola e Felli nei pressi di un bar ubicato nel centro di Casoria, a seguito della quale, quest’ultimo era riuscito a procurarsi, nel giro di pochi minuti, un’arma poi utilizzata per fare fuoco contro il giovane incensurato.
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