In questi giorni con un Comunicato l’Ufficio Stampa del ha reso noto che la giunta comunale ha approvato le linee d’indirizzo per la definizione del , il . Quello che prima si chiamava PRG, più o meno.

Ciò significa – e il Comunicato lo diceva chiaramente – che il intende accelerare per l’approvazione del .
Nel Comunicato non mancano, anzi fioccano, le dichiarazioni di principio, condivisibili da tutti, le quali però assomigliano pericolosamente all’aria fritta, o almeno a quella trita e ritrita della politica politicante. Come questa, che riguarda la intenzione del Comune di Pompei di: favorire uno sviluppo economico sostenibile con particolare attenzione al potenziamento e riorganizzazione del sistema produttivo e turistico.
Beh! È perlomeno ovvio, visto che si parla di Pompei, una delle punte di diamante del turismo nazionale e internazionale. E, se proprio vogliamo essere precisi, diciamo pure vi cogliamo una “e” di troppo, perché nel caso di Pompei si deve riorganizzare e potenziare tutto intero il suo Sistema produttivo ut sic, senza “e” di congiunzione.

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Nel Comunicato non appare però nessun riferimento a un polo turistico-alberghiero’, che ad esempio potrebbe prevedersi nell’area della Cartiera. Questa struttura commerciale é destinata a essere travolta dal Megacentro Maximall POMPEI, che con Pompei ci “azzecca“ poco – come avrebbe detto Tonino Di Pietro – ma risulterà la idrovora drenante del Turismo archeologico pompeiano, alle porte della Città antica.
E, nel caso della Cartiera, va previsto il caso di cambio d’uso da crisi. Ma stavolta il dovrebbe lucrare il dovuto, visto che ha perso a suo tempo qualche milione di euro di Oneri urbanistici.

i ritardi della Buffer Zone UNESCO

A questo si aggiungono i ritardi della Buffer Zone UNESCO, imputabili a Massimo e al Grande Progetto Pompei – come ha detto la Corte dei Conti ma anche anche a sindaci imbelli, quando non imbecilli, che hanno fatto trattare Pompei come la Cenerentola del Comprensorio vesuviano in sede di di definizione del Piano di Gestione..
Noi auspichiamo che il nuovo Direttore Zuchtriegel – per recuperare il tempo perduto – si ponga al fianco del Comune di Pompei, non contro, come hanno fatto spesso coloro che lo hanno preceduto. Ora un ruolo decisivo di recupero potrebbe giocarlo il Ministro Dario a cui il Sindaco ha simbolicamente consegnato le chiavi della Città.
La riqualificazione di Via Plinio e il varo dell’HUB turistico – comprese le problematiche connesse alla edilizia abusiva, privata e non, ivi presente – saranno il primo banco di prova in vista del .
In più, nel PUC andrà fatta una valutazione sui volumi ex produttivi – quelli decotti o fermi per decozione, ma anche quelli di proprietà ecclesiastica, come gli ex orfanotrofi, fermi per legge – i quali vanno “riciclati” all’interno di un processo produttivo nuovo e sostenibile, ma doverosamente collegato al miglioramento e al rafforzamento della qualità dell’offerta Turistica pompeiana e comprensoriale.

GLI OTTO PUNTI DI INDIRIZZO DEL PUC

Gli otto punti di indirizzo del PUC però non contengano la previsione di un Museo comprensoriale Pompeiano, collegato a un Centro Congressi dotato almeno di una quota di adeguata accoglienza turistica. Deve essere infatti chiaro a tutti che il Turismo, meglio se di qualità, é il primo motore della Economia di Pompei.
Infine, sfrondati del superfluo gli otto punti del Comunicato, riteniamo poter dire che essi ci appaiono accettabili, ma andrebbero meglio chiariti.
Infatti, alcuni dovevano essere meno tattici (politicamente) e più strategici (per chiarezza).

 IL SOSTEGNO AL PROGETTO EAV

Per esempio, nel sostenere il Progetto EAV che – come vogliamo augurarci – è da considerarsi cosa fatta. Ma forse era meglio richiamare la questione al punto in cui il Comunicato afferma la necessità “di liberare il centro dal traffico privato su gomma”.
E forse si poteva spendere qualche parla in più, visti i progetti alternativi che girano impudicamente sostenuti da personale politico pentastellato dei piani alti. Sono gli stessi che – muovendosi in perenne ritardo – già hanno danneggiato Pompei e il suo Progetto di HUB turistico con la velleitaria idea del Distretto della Bellezza, la quale finora ha soltanto contribuito ai ritardi.
Bene ha fatto quindi stavolta il Comune a riproporre il sistema intermodale tra ferro e ferro nell’area dell’HUB turistico. Ad esso si potrebbe aggiungere anche quello tra ferro e gomma. Così, tanto per tenere la porta aperta a imprevedibili sviluppi per “l’approdo autostradale esclusivo” di vettori turistici su gomma, cioè Bus, nella zona dell’HUB.
Ma si sa che al Consiglio Comunale spetta un ruolo fondamentale e insostituibile per la materia Urbanistica.

 Federico L. I. Federico



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