Da lunedì la Campania potrebbe entrare in zona rossa con altre quattro Regioni. La decisione sarà presa nella serata di  domani dalla riunione della cabina di regia del governo dopo l’analisi dei dati da parte del Cts.

Dal 24 febbraio, tranne che in unica giornata, la Campania e’ sempre stata sopra i duemila positivi ed e’ per questo che rischia di entrare in zona rossa.

Ieri ancora 2635 positivi 26.533 tamponi: l’indice di positivita’ da ieri ad oggi e’ calato dal 13,4% al 9,93% ma conferma comunque il trend. Napoli e la sua provincia sono al primo posto in Italia per numero di positivi. Non solo, 40 sono stati i decessi e in aumento sono anche i posti occupati nelle terapie intensive che oggi hanno raggiunto quota 137 persone. Nell’attesa del cambio di ‘colore’, tantissimi i provvedimenti dei singoli comuni che, giorno dopo giorno, stanno inasprendo i divieti. Aumentano, sempre di piu’, anche gli appelli ad intensificare la campagna di vaccinazione. “Siamo di fronte alla ripresa del contagio in modo importante e diffuso in tutto il Paese, e’ trascorso un anno e siamo nuovamente alle prese con ulteriori chiusure diffuse sul territorio nazionale. Questa volta, pero’ dobbiamo fare anche altro oltre alle chiusure: accelerare il processo di vaccinazione soprattutto verso le fasce deboli”, e’ l’appello lanciato dal presidente di Anci Campania, Carlo Marino e dal delegato di Anci nell’Unita’ di Crisi regionale Stefano Pisani, che e’ anche coordinatore dei piccoli comuni campani dell’associazione.

Entrambi si rivolgono al neo commissario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, al fine di rivedere subito la ripartizione dei vaccini. “Non si puo’ rimanere in silenzio, con la ripresa del contagio, di fronte all’amara statistica che ci presenta il report nazionale vaccini che vede consegnate oltre 6,5 milioni di dosi e solo 4,5 milioni somministrate. Ben 2 milioni di dosi sono in magazzino, ferme, in attesa di essere somministrate – spiegano – Al netto delle scorte per la somministrazione della seconda dose e’ evidente che bisogna rivedere immediatamente la distribuzione delle dosi per accelerare la messa in sicurezza degli ultrasettantenni e delle fasce deboli”.



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