Diretto da Francesco D’Andrea, direttore del reparto di Chirurgia plastica dell’azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli


OBIETTIVI
La medicina estetica è una disciplina che si occupa della costruzione o ricostruzione dell’equilibrio psicofisico individuale e si rivolge a persone che desiderano migliorare la propria immagine attraverso la risoluzione dei propri inestetismi. Si tratta di una disciplina medica che ha come obiettivo il miglioramento della qualità di vita; un settore della medicina estremamente particolare e in continua espansione, che affonda le radici in campi ed aree talvolta molto distanti tra loro. Il Master mira all’apprendimento e all’approfondimento cognitivo e applicativo delle metodiche di medicina estetica per i laureati in Medicina e Chirurgia.
LE NOVITÀ
Spinti dal perdurare della pandemia l’edizione 2021 del Master sarà caratterizzata da alcune novità, come spiega il direttore Francesco D’Andrea: «Novità di quest’anno sarà uno spazio formativo dedicato alla telemedicina nel campo specifico della medicina estetica, per la gestione del paziente a distanza attraverso il teleconsulto, che consente una preselezione dei pazienti per una accurata calendarizzazione dei trattamenti e una fase di controllo da remoto nel post trattamento, mediante videoconsulto che riduce al minimo indispensabile gli accessi in studio». Saranno inoltre previsti stage in presenza, al fine di garantire nel contempo sicurezza e adeguata formazione. Pertanto il percorso formativo si articolerà in una parte teorica con lezioni a distanza e una parte pratica, che rimane quella fondante del Master, in presenza ma a piccoli gruppi con partecipazione attiva dei discenti alle varie attività del programma di insegnamento. Nell’ottica delle battaglie condotte da D’Andrea, anche in veste di presidente della SICPRE (Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica), contro l’abusivismo della professione e la richiesta al Governo di una legislazione ad hoc per i master universitari in Italia, si è cercato con questa formula di poter ottemperare alla difficoltà dovuta ala diffusione del Coronavirus: «Questo approccio – che nasce dall’emergenza sanitaria in corso – potrà essere utilizzato anche ad emergenza finita, al fine di snellire l’attività di studio e le procedure ottimizzando tempi e risorse».
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