Napoli e Provincia

Castellammare: raccolte le firme per una piazza ad Antonio Gramsci

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Fabio Testa
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Una piazza in memoria Antonio Gramsci. Sono 457 le firme raccolte tra cartaceo e piattaforma on Line per dedicare una piazza della città di Castellammare di Stabia ad Antonio Gramsci .

In meno di un mese tante le persone che hanno sostenuto l’iniziativa promossa da promotore per i cento anni del Partito Comunista d’Italia. Primi firmatari il promotore Davide Bozza, gli ex sindaci Catello Polito, Ersilia Salvato, Salvatore Vozza, Antonio Pannullo, i parroci don Salvatore Abagnale e don Michele Di Martino i consiglieri comunali Tonino Scala, Andrea Di Martino, Francesco Nappi. I giornalisti Matteo Cosenza , Luigi Vicinanza, Vincenzo Iurillo, Antonio Ferrara, Angela Longobardi ,l’ex deputato Arturo Scotto, gli ex consiglieri Anna Paola Mormone, Nicola Corrado, Ciro Balia , Biagio Di Ruocco, Alfonso Di Maio, l’attore di cinema e teatro Giuseppe De Rosa, i rappresentanti del mondo del lavoro e sindacale Luana Di Tuoro segretaria generale filcams cgil Campania, Nicola Ricci segretario generale Cgil AM Napoli, Gennaro Vitolo lavoratore ex Meb, il segretario del Pd Peppe Giordano, l’esponente di Potere al Popolo, Massimo Buonocore, il giovane avvocato Andrea Pentangelo profondo estimatore di Gramsci, le professoresse Olimpia De Simone, Tiziana Esposito, Carmen Matarazzo.

Ora, una volta protocollata la richiesta , toccherà alla commissione toponomastica presieduta dal medico Lello D’Arco esprimersi in tal senso . Una piazza che se intitolata possa diventare agorà di confronto e di discussione dopo il seme lanciato nelle scorse settimane.

“Sono estremamente interessato ad onorare uno dei più grandi Italiani di tutti i tempi” – ha scritto l’ex sindaco Catello Polito- nel sostenere la petizione. Un si convinto quello del giornalista Luigi Vicinanza
“Sì, perché Castellammare di Stabia nella seconda metà del ‘900 è stata una città gramasciana.

Intorno alla classe operaia delle grandi fabbriche fu costruita un’alleanza ampia con ceti medi, studenti e insegnanti e lo stesso proletariato più marginale.

Un’egemonia politica e culturale, rara in una città del Sud, di stampo appunto gramsciano”. Dal comitato promotore si augurano che si proceda quanto prima : “il 27 aprile ricorre l’anniversario della morte di Antonio Gramsci, sarebbe un bel gesto definire la procedura politico amministrativa per quella data”.

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Fabio Testa

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