L’acronimo ACS viene usato appunto per indicare l’Acqua Calda Sanitaria (che non va assolutamente confusa con l’acqua calda del riscaldamento), che scorre nel circuito dei termosifoni, che è separato da quello dei rubinetti. La produzione di acqua calda sanitaria è importantissima, sia nelle nostre case sia nei luoghi di lavoro, e dal momento che il fabbisogno giornaliero per assicurare l’igiene personale e ambientale varia dai 50 ai 70 litri a persona, gli impianti destinati alla produzione ACS devono essere dimensionati in base al numero delle persone che compongono il nucleo familiare.

Nella maggior parte dei casi l’impianto deputato alla produzione ACS è lo stesso che viene adoperato anche per il riscaldamento, e dal momento che la produzione e l’utilizzo di acqua calda sanitaria incidono notevolmente sul consumo energetico, è normale orientarsi verso la soluzione più economica possibile.

Le caldaie a condensazione e quelle a biomasse

Nella situazione attuale, al primo posto tra gli impianti di produzione ACS più usati dagli italiani, si collocano le caldaie a condensazione alimentate a gas. Come accennato in precedenza, questi impianti provvedono sia al riscaldamento domestico sia al fabbisogno di acqua calda sanitaria. Da un lato questo rappresenta sicuramente un vantaggio, soprattutto per chi ha poco spazio disponibile e non può installare più impianti, inoltre la caldaia a condensazione ha una maggiore efficienza energetica e contribuisce notevolmente a ridurre l’importo delle bollette.

Parte del vantaggio economico di questo tipo di impianto, però, si perde a causa della maggiore potenza d’esercizio che questo richiede per sopperire sia al riscaldamento sia alla produzione ACS; le caldaie a condensazione, infatti, richiedono un costo di acquisto e installazione di gran lunga superiore rispetto agli scaldabagni elettrici o a gas. Essendo un impianto unico, inoltre, in caso di guasti improvvisi vengono paralizzati contemporaneamente sia il riscaldamento sia la produzione ACS.

Lo stesso discorso vale per le caldaie a biomasse di ultima generazione, che oltre al riscaldamento sono in grado di provvedere anche alla produzione di acqua calda sanitaria; il loro costo di acquisto e installazione è decisamente alto e in caso di eventuali guasti entrambi i sistemi si paralizzano, ma offrono comunque l’innegabile vantaggio di possedere un’elevata efficienza energetica e permettono di ridurre drasticamente i costi di gestione.

Gli scaldabagni elettrici

Nonostante siano caratterizzati da un elevato consumo energetico, i boiler elettrici sono ancora al secondo posto tra gli impianti di produzione ACS più utilizzati in Italia. Le ragioni della loro longevità, in particolar modo dei modelli ad accumulo, sono semplici; la prima è rappresentata dal fattore economico, l’apparecchio infatti costa decisamente poco e i modelli ad accumulo permettono di avere una scorta di cui disporre subito, senza gli sprechi idrici che caratterizzano i modelli istantanei. La seconda, invece, è che in determinate condizioni risultano l’unica soluzione viabile, per esempio negli appartamenti situati in edifici condominiali dove è presente un impianto di riscaldamento centralizzato.

L’unico svantaggio dello scaldabagno elettrico consiste nella scarsa efficienza, in quanto consuma molto per mantenere calda la riserva d’acqua; i boiler elettrici istantanei possono ridurre sensibilmente il consumo di energia, ma il risparmio è minimo.

Gli scaldabagni a gas invece, sia quelli ad accumulo sia istantanei, sono da prendere in considerazione solo nel caso in cui le condizioni dell’immobile non offrono altra scelta; se proprio si ha la necessità di installare un impianto alimentato a gas, infatti, conviene optare sempre per la caldaia a condensazione che ha un’efficienza maggiore.

Solare termico e solare termodinamico

Ulteriori alternative possibili sono rappresentate dai pannelli solari termici e dalle pompe di calore. L’impianto solare termico offre notevoli vantaggi soprattutto a chi abita in zone dove il clima è più mite; le condizioni meteorologiche, infatti, influiscono molto sulla resa di questo tipo di impianti. Nonostante il costo di acquisto e installazione sia ancora elevato, gli impianti solari termici presentano notevoli vantaggi, e se fatti a regola d’arte è possibile ammortizzare la spesa in pochi anni.

Un errore che non bisogna assolutamente fare, invece, è confondere il solare termico con il solare termodinamico, che spesso viene presentato alla stregua di un impianto solare termico che però è in grado di produrre acqua calda anche di notte e con gli stessi vantaggi.

In realtà si tratta di una pompa di calore elio-assistita; che funzioni anche di notte è vero, ma è la pompa di calore a produrre acqua calda consumando elettricità, ragion per cui è accoppiata a dei pannelli solari per dare modo di ridurre i costi di gestione. Anche questo impianto è costoso, e se non realizzato secondo i giusti criteri presenta più svantaggi che vantaggi.

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