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Aggressione a troupe tv Rai, arrestati dalla Polizia due ultrà della Lazio

Per la violenza delle percosse ricevute, al cameraman della troupe erano stati diagnosticati 15 giorni di prognosi.

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Aggressione a troupe tv Rai, arrestati due ultrà della Lazio dalla Polizia di Stato di Roma e i Carabinieri della Compagnia Roma Trionfale

La Polizia di Stato di Roma e i Carabinieri della Compagnia Roma Trionfale hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di due noti esponenti della tifoseria ultrà della Lazio.

Il provvedimento è stato emesso a conclusione delle indagini, coordinate dalla procura di Roma, a seguito dell’aggressione ad una troupe televisiva della trasmissione Rai “Storie Italiane”, avvenuta a piazza di Ponte Milvio lo scorso 20 dicembre.

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I due operatori Rai quella mattina si erano recati nella zona per effettuare riprese ed interviste sull’attuale emergenza sanitaria quando, notati da un gruppo di 10 persone, erano stati violentemente aggrediti. Per la violenza delle percosse ricevute, al cameraman della troupe erano stati diagnosticati 15 giorni di prognosi.

Le successive indagini hanno consentito di identificare due dei partecipanti alle violenze.


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Prosciugano il conto corrente a una pensionata al Nord: denunciata banda di casertani

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Prosciugano il conto corrente a una pensionata al Nord: denunciata banda di casertani.

Gli agenti del commissariato di Adria, nel Rodigino, hanno denunciato una banda di otto persone, tutte residenti nel Casertano, per “accesso abusivo al sistema informatico, frode informatica, sostituzione di persona, riciclaggio di denaro e concorso in reato”. I sette uomini e la donna sono accusati di aver derubato una pensionata polesana di 40mila euro che erano l’intero ammontare dei suoi risparmi. L’indagine della polizia adriese è scattata quando una pensionata ha denunciato il furto dal suo conto corrente.

La vittima aveva aggiunto che il suo telefono aveva smesso di funzionare e il suo gestore l’aveva informata che qualcuno, a suo nome, aveva denunciato lo smarrimento della sim, richiesto l’attivazione e la consegna di una nuova scheda. Gli investigatori hanno subito pensato che si trattasse di una ‘sim swap’, ossia una frode informatica iniziata mediante un attacco hacker finalizzato a carpire i dati bancari ed anagrafici della titolare del conto bancario e i codici dell’home banking.

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E’ scatta così la ricerca del negozio di telefonia coinvolto (involontariamente) nella frode e, una volta trovatolo, sono state passate al setaccio le immagini di video sorveglianza. Parallelamente sono stati individuati gli sportelli bancari dove i malviventi avevano effettuato i prelievi. Le immagini acquisite sono state comparate per dare un volto ai truffatori, che sono stati rintracciati anche nell’archivio fotosegnaletico della polizia.

Infine, su delega della procura distrettuale di Napoli, competente per materia e territorio, sono stati eseguiti otto decreti di perquisizione personale e domiciliare, con contestuale avviso di garanzia, ai danni di altrettanti indagati, tra cui una donna, quasi tutti con precedenti specifici. Durante le perquisizioni, sono stati trovati i computer utilizzati per la truffa e carte di debito e credito adoperate per compiere le frodi. La banda è stata quindi accusata di “accesso abusivo al sistema informatico, frode informatica, sostituzione di persona, riciclaggio di denaro e concorso in reato”.

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