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Coronavirus

Lo Smi: ‘A Napoli i medici di base sono in prima linea nella lotta al covid’

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In una nota la segreteria Aziendale dello Asl Napoli 1 centro sottolinea che in questo momento drammatico, definito come il peggiore dal dopoguerra ad oggi, i di base sono in prima linea a Napoli e stanno pagando un prezzo carissimo.

 

Senza forniture adeguate di Dpi si va a completare la piu’ complessa campagna vaccinale antinfluenzale mai effettuata in precedenza.Moltissimi colleghi si sono ammalati ,aggiungono dallo , tanti sono morti in tutta Italia ed anche in Campania , e’ solo grazie alla tempestiva azione di individuazione e precoce trattamento domiciliare del paziente che molti cittadini hanno superato la malattia.Nelle ultime ore abbiamo ricevuto la triste notizia che un massimalista in servizio nel centro storico di Napoli e’ intubato e lotta contro la malattia al collega va il sostegno dell’intera categoria unita.

E’ necessario emarginare ed allontanare coloro che per motivi politici strumentali tentano quotidianamente di mettere i cittadini contro il proprio medico di famiglia.

Anche i della continuita’ assistenziale e del 118 stanno pagando un duro prezzo molti si sono ammalati :infatti sono stati convocati molti di loro dalle direzioni ospedaliere perche’ hanno visitato a domicilio e in ambulatorio assistiti poi risultati positivi al virus e ricoverati.

E’ necessario, conclude la nota, anche per attuare quanto previsto da una recente sentenza del Tar Lazio riaprire immediatamente in tutta la Regione ed in particolare nelle tre ASL di Napoli e provincia i bandi per l’arruolamento dei USCA da utilizzare solo per la assistenza domiciliare ai pazienti e non in altri ruoli.Conclude la nota.

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Coronavirus

‘Papà sei il mio esempio più grande’, il commovente ricordo del medico morto di covid in 5 giorni

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il commovente ricordo del medico morto di covid in 5 giorni

“Papà vorrei trovare le parole giuste ma non le ho. Hai fatto il medico fino alla fine, perché tu eri così, buono e disponibile per tutti sempre..quante volte mi sono arrabbiata perché eri al telefono la domenica a pranzo o quando tornavi tardi a casa e mi preoccupavo..tu mi rispondevi che era il tuo lavoro, ma mai ho conosciuto un medico così.

Sei stato un papà meraviglioso, il mio esempio più grande, vorrei essere anche solo una briciola di quello che sei stato tu”. E’ questo il commovente ricordo di Sarah Cagnacci figlia di Daniele 64 anni, medico di famiglia della zona del centro di Napoli stroncato dal due giorni fa. E’ il terzo medico morto di in tre giorni. A

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veva scoperto di essere stato contagiato cinque giorni fa. Un rapido peggioramento che lo ha portato alla morte. In tanti lo ricordano sui social e in tanti hanno voluto salutare ai funerali ricordando la sua disponibilità a curare le persone di Rua Catalana.

 

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