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Coronavirus

Il nipote dell’anziano morto al Cardarelli: ‘Ammazzato con menzogna’

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“Morire cosi’ non e’ accettabile, era mio nonno, il mio migliore amico, e voi l’avete ammazzato, nel modo piu’ brutale di tutti, con la menzogna”.

Lo scrive su Facebook Tatiana, adolescente di Giuseppe Cantalupo, l’ di 84 anni morto nel bagno dell’ospedale Cardarelli e finito in un video che mostra il suo cadavere. “Da vigliacchi – scrive la giovane – non hanno avuto il coraggio di dirci le condizioni in cui era stato ritrovato. Come si e’ ritrovato solo in quel bagno? Come ci e’ giunto? Non era in condizioni di giungere al bagno autonomamente. Dov’erano gli infermieri? I dottori? Dov’erano i controlli? Ma quanto siete viscidi. Neppure il riconoscimento del corpo ci hanno permesso di fare, ‘mi dispiace e’ covid, ora e’ chiuso in un sacco’, che oltraggio alla dignita’ umana!”.

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“E’ vero, il covid esiste ed e’ un brutto male, ma il vero virus e’ l’egoismo delle persone che non sanno prendersi cura dei pazienti, i quali vengono abbandonati in un letto, al loro destino, ormai quasi deciso. Il video e’ brutale, e conferma cio’ che sostengo. L’indifferenza umana”. prosegue sui social la giovane dell’uomo deceduto nel bagno dell’ospedale Cardarelli raccontando la sua rabbia dopo aver visto il video del nonno morto. “Quando giungi in ospedale – spiega – ormai sei condannato, e i tuoi familiari insieme con te. Chi e’ a casa non riceve alcuna chiamata dall’ospedale, cosi’ e’ capitato anche a noi, nessuno ci ha dato notizia. Unica chiamata il giorno dopo, al mercoledi’ dal ricovero, per dirci che era stabile, poteva anche stare senza maschera per l’ossigeno, per un po, ma dopo poche ore, squilla di nuovo il telefono, stavolta per dirci che mio nonno era morto”.

“Non vi auguro – afferma – di ritrovarvi nella stessa situazione, perche’ a differenza vostra siamo umani e non delle bestie, ma di una cosa sono certa mio nonno merita giustizia, e non ci fermeremo finche’ non saranno accertate colpe e responsabilita’. Per mio nonno e tutte le vittime ingiustificate e camuffate dal covid. Nonnino non ti preoccupare ti daremo la giustizia che meriti, perche’ eri un uomo meraviglioso e non meritavi di essere trattato cosi’. Questa storia non puo’, e non deve andare nel dimenticatoio, ma deve giungere a chi di competenza, affinche’ si attivi per poter migliorare la situazione di tanti altri anziani che si ritrovano soli in un ospedale”.

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Vaccino anti Covid, FIMMG Campania: ‘Si parta dai medici di famiglia’

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Vaccino medici di famiglia

Vaccino anti Covid, FIMMG Campania: “Si parta dai medici di famiglia. Non accetteremo che si giochi nuovamente con le nostre vite”.

“I medici di famiglia sono i più esposti al rischio di un contagio da Covid, la vaccinazione inizi proprio dai nostri studi”. Arriva dalla FIMMG, per voce di Vincenzo Schiavo, Luigi Sparano e Corrado Calamaro, l’appello alle Istituzioni per definire i criteri di avvio delle vaccinazioni anti Covid. Un appello che suona come un monito a non ripetere ciò che è stato fatto nel corso della prima ondata, con i medici di famiglia “discriminati” rispetto al resto del personale sanitario impegnato negli ospedali. “Non accetteremo che si giochi ancora con la nostra salute e la nostra vita – dice Sparano -, nel corso del primo lockdown ci siamo trovati a dover elemosinare Dispositivi di protezione individuale e alla fine ce li siamo dovuti procurare da noi. Stavolta, con i vaccini, non potrà andare nello stesso modo. Se necessario ci faremo sentire anche con estrema forza”.

Il timore è che quando le prime dosi saranno disponibili non si guardi, nonostante l’invito del commissario Domenico Arcuri, a quanti sono in prima linea sul territorio. “I medici di famiglia – ricorda Corrado Calamaro – sono i più esposti al contagio, e non a caso sono la categoria che conta il maggior numero di vittime”. A conti fatti, la medicina generale è quella che più di tutte è a contatto con l’utenza. E, come spiega Vincenzo Schiavo, ogni paziente è potenzialmente un asintomatico. “Il rischio – conclude Schiavo – è di far circolare il virus negli studi medici, trasformandoci ancora una volta in veicoli di trasmissione del contagio. Per questo vaccinare per primi i medici di famiglia è un imperativo, l’unico modo di tenere in piedi la medicina del territorio e garantire le cure anche ai più fragili”.

 

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Covid: oltre 400mila decessi in Europa. Nel mondo 61,6 milioni di contagi

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foto di repertorio

Covid: oltre 400mila decessi in Europa. Nel mondo 61,6 milioni di contagi

Sono piu’ di 400mila i decessi in Europa dovuti al nuovo covid, secondo un conteggio dall’Afp sulle segnalazioni fornite dalle autorita’ sanitarie. L’Europa e’ la seconda area piu’ colpita al mondo dalla pandemia con 400.649 morti in totale (per 17.606.370 infezioni), dietro all’America Latina e ai Caraibi (444.026 morti, 12.825.500 casi).

Negli ultimi sette giorni sono stati registrati piu’ di 36.000 decessi, il bilancio piu’ pesante in una settimana dall’inizio della pandemia. In totale, quasi due terzi dei decessi in Europa sono stati segnalati nel Regno Unito (57.551 decessi, 1.589.301 infezioni), Italia (53.677, 1.538.217), Francia (51.914, 2.196.119), Spagna (44.668, 1.628.208) e Russia (39.068, 2.242.633).
Il contatore mondiale di Covid-19 corre e i contagi superano quota 61,6 milioni (61.670.978) nel Pianeta. Ad aggiornare i numeri è la Johns Hopkins University con il suo Coronavirus Resource Center che tiene conto dei casi segnalati a livello globale con aggiornamenti in tempo reale. Superano 1,4 milioni le morti di Covid-19 (1.442.921), con gli Stati Uniti che pagano in termini di numeri il prezzo più caro registrando 264.859 vittime. Sempre guardando i numeri in valore assoluto (non parametrati al numero di abitanti) in Europa il dato più alto è quello del Regno Unito con 57.648 morti, seguito dall’Italia (53.677) e dalla Francia (51.999). Quanto ai contagi accertati, la Francia è il primo paese europeo con 2.248.209 casi. Ancora una volta negli Stati Uniti si concentra il massimo numero di positivi rilevati, che ha ormai superato quota 13 milioni (13.091.758).

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