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I fatti del giorno

de Magistris: ‘La Campania zona gialla? Sconcertato. I conti non tornano’

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de Magistris: ‘La Campania ? Sconcertato. I conti non tornano’.

 

Sconcertato e preoccupato. Riassume in questi due aggettivi il , , il suo giudizio per l’inserimento della Campania tra le regioni ‘gialle’ per il rischio contagio da Covid. “I conti non tornano. Due settimane fa il presidente della Regione Campania annunciava che avrebbe proclamato il lockdown per la gravissima situazione. Una settimana fa il Ricciardi, consulente del Governo, annunciava in televisione che Napoli sarebbe dovuta andare in lockdown. Ieri sera abbiamo appreso dal presidente del Consiglio che la Campania e’ , quindi tra le Regioni a piu’ basso rischio in Italia. Eppure gli ospedali a Napoli sono al collasso”, scrive in una nota l’ex pm.

“Ambulanze utilizzate come letti di reparto, macchine in fila fuori gli ospedali per attendere cure che non arrivano, persone che rischiano di morire perche’ non ricevono adeguata e immediata assistenza, positivi sintomatici spesso abbandonati presso le proprie abitazioni – e’ il quadro fosco che dipinge de Magistris della situazione sul territorio – siccome la situazione e’ drammatica presso le strutture sanitarie, o la Regione Campania non fornisce dati reali e attuali al ministero della Salute, oppure la sanita’ in Campania e’ andata in tilt nonostante siamo al livello giallo. Siamo sconcertati e preoccupati. Abbiamo il diritto di capire e di ricevere dal Governo informazioni precise”.

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Cinema

Le attese della Circumvesuviana diventano un film: essere passeggeri a Napoli in “Na Cosa Sola”

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Le attese della Circumvesuviana diventano un film

Le attese della Circumvesuviana diventano un film: essere passeggeri a Napoli in “Na Cosa Sola”.

Mercoledì 25 novembre verrà proiettato al Torino Film Festival “Na Cosa Sola”, documentario del regista napoletano Giovanni Sorrentino che racconta le vite di alcuni passeggeri in attesa della Circumvesuviana. «L’idea è nata mentre attendevo, anche quaranta o cinquanta minuti, il treno che mi portavo a casa, osservavo le persone che come me aspettavano. Così ho deciso di percorrere altre stazione, quelle più deserte, e raccontare le attese di tutti», spiega Sorrentino.

Il suo è un viaggio, della durata di 24 minuti, nel quale le stazioni sono descritte secondo un’ottica corale, con un’attenzione particolare ad alcuni luoghi cari all’autore, come la stazione di Ponticelli. Il sentimento che più emerge dal lavoro è la nostalgia che il regista indaga in senso poetico, come quell’ideale a cui tendere, che crea un legame tra passato e presente.

«Napoli è il luogo in cui vivo e in cui mi sono formato. Sono cresciuto tra le sue contraddizioni e la sua bellezza. Sono innamorato della mia città e ne soffro la violenza. Cerco nei miei lavori di raccontarne la complessità, con uno sguardo meno ideologico possibile» conclude l’autore.

La selezione nella categoria “Italiana Corti” al Torino Film Festival è un altro risultato importante nella carriera del trentenne regista che si è già distinto nel 2015 con la vittoria al Napoli Film Festival, con un documentario sul piccolo litorale di Vigliena, dal titolo “Stay”.

C’è una ferrovia a Sud, intorno al Vesuvio, smossa come la terra della quale è figlia. Le persone si muovono lungo bordi di cemento, dentro carrozze di ferro, uno di fronte all’altro. Si sfiorano, e in questi passaggi si confondono con il paesaggio. Trasformano le stazioni nei luoghi in cui la vita attende, e nell’attesa consumano la loro quotidianità. Ogni stazione assume la forma di chi la abita e Il tutto si fonde in un unico paesaggio umano e naturalistico.

Nato a Napoli nel 1985, ha studiato comunicazione audiovisiva all’Università degli Studi di Salerno e ho frequentato l’Atelier di Cinema del Reale Filmap, a Napoli. Nel 2014 ha prodotto il mio primo documentario dal titolo Stay, che ha vinto il premio di miglior documentario al Napoli Film Festival e ha partecipato al festival Cinemambiente. ‘NA COSA SOLA è il secondo progetto di documentario autoprodotto, in cui provo a raccontare i luoghi da dove provengo e nei quali ho formato la mia visione cinematografica.

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