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Cronaca Napoli

Whirlpool, Palombella (Uilm): “Chiusura Napoli sconfitta dello Stato, disposti a tutto per evitarla”

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“Lo stabilimento Whirpool di non deve chiudere. Qui ci sono 350 persone che lottano da un anno per il loro posto di lavoro e per difendere un sito che è un gioiello tecnologico e industriale nella produzione di lavatrici.

Come abbiamo ribadito dall’inizio, il Governo deve fare di tutto per far mantenere la produzione qui a e salvaguardare l’occupazione in un territorio già in forte difficoltà. Se chiude è una sconfitta per tutti. Noi non lo permetteremo e siamo pronti a qualsiasi azione, anche eclatante, per salvare e dare un futuro a questo stabilimento”.

Lo dichiara Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm, al termine dell’assemblea con i lavoratori Whirpool di e la visita del sito di via Argine.

“Nell’incontro del 22 ottobre al Mise – sottolinea il leader Uilm – il Governo deve presentarsi con una soluzione definitiva, che non può e non deve essere uno “spezzatino”, con la collocazione dei lavoratori in più aziende”.
“Dopo oltre un anno di mancato intervento del Governo – continua – ora il tempo è scaduto, deve portare al tavolo una vera soluzione per tutti i 350 lavoratori diretto e le centinaia dell’indotto”.
“Se continuerà a ribadire la volontà di chiudere siamo pronti a tutto – conclude – presidieremo giorno e notte la fabbrica con le famiglie dei lavoratori. non deve chiudere!”

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Cronaca Giudiziaria

Tabaccaio ucciso a pugni a Napoli, l’Appello conferma la pena di 8 anni

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tabaccaio ucciso napoli

Tabaccaio ucciso a pugni a , l’Appello conferma la pena di 8 anni.

 

I giudici della Corte di Appello di hanno confermato la condanna a otto anni di reclusione per Alfred Idimudia, il nigeriano di 37 anni che la sera dell’8 giugno 2019, nella stazione del quartiere di Chiaiano della metropolitana di , sferro’ due violenti pugni al volto e alla testa del tabaccaio Ulderico Esposito che lo aveva invitato a non infastidire i clienti che entravano nel suo negozio. L’uomo mori’ in ospedale per le gravi conseguenze di quell’aggressione.

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Per Daniela Manzi, vedova di Esposito, la sentenza, come quella di primo grado, non puo’ essere considerata giusta: “Sono troppo pochi gli anni inflitti in relazione alla perdita di una vita umana”. Di pena troppo lieve parla anche la criminologa Antonella Formicola: “Ci fu una violenza inaudita, soprattutto quando venne sferrato il secondo pugno. Ormai Ulderico era gia’ a terra. Ritengo che la famiglia Esposito ha ottenuto solo parzialmente giustizia”.

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