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Cronaca

‘Ti devi dimettere’, minacciato il sindaco di Melito: ‘Chiedo l’intervento del ministro dell’Interno’

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‘Ti devi dimettere’, minacciato il sindaco di Melito: ‘Chiedo l’intervento del ministro dell’Interno’.

 

Ha raccontato ai carabinieri di essere stato avvicinato da due uomini in sella a una grossa moto, entrambi con caschi integrali. Lui era a piedi e i due si sono fermati e gli hanno urlato contro: “Ti devi dimettere”. Questo l’episodio accaduto nel primo pomeriggio ad , sindaco di Melito, comune a Nord di Napoli.

Lo stesso trattamento era stato riservato anche il consigliere comunale di maggioranza il quale, a causa dello spavento, era stato costretto a ricorrere alle cure mediche. Su entrambi gli episodi denunciati dal sindaco Amente sono in corso indagini da parte dei carabinieri della tenenza di Melito.  Amente in serata sulla sua pagina facebook ha raccontato quanto accaduto e chiedere l’intervento del ministro degli interni.

“Ciò che è accaduto oggi a Melito merita l’attenzione del ministro degli Interni e di tutti coloro i quali rappresentano le forze dell’ordine ed operano ed agiscono in nome e per conto della legalità”, ha scritto il sindaco di Melito. E quindi ha aggiunto e spiegato: “Intorno alle 13,30 ho riunito alcuni stretti collaboratori perché da qualche ora si respirava brutta aria in strada. In città si raccontava di un tentativo di sfiducia nei miei confronti da parte di forze oscure. Ha così chiamato ad uno ad uno i consiglieri comunali per verificare che non ci fossero problemi politici e tenesse la stabilità della maggioranza.

D’altronde non poteva essere altrimenti, visto che avevo appena varato la nuova giunta e verificato la tenuta della maggioranza lunedì e successivamente mercoledì e niente lasciava presagire che potessero esserci tredici consiglieri comunali per firmare il documento di sfiducia.
Così sono sceso per far visita a mia madre ed in quei minuti il consigliere Palumbo, che collabora a braccio a braccio con me praticamente da inizio mandato, ha ricevuto una telefonata e si è allontanato scuro in volto è notevolmente preoccupato.
Poco più tardi sono rientrato in Comune ed ha avvisato i presenti di essere stato avvicinato da due uomini in sella ad uno scooter che mi hanno intimato di dimettermi, colpendo l’auto con vari colpi.

Non ho avuto neanche il tempo di razionalizzare che è arrivava la notizia che il consigliere Nino Palumbo era stato colto da malore all’esterno di un bar dopo aver colloquiato con persone che nulla c’entrano con il mondo della politica. Da quello che mi è stato raccontato avrebbe dovuto essere il 13esimo per sfiduciarmi dinanzi al notaio. Nino è stato così colto da malore e salvato da un medico che, udite le urla, lo ha soccorso in strada prima dell’arrivo dell’ambulanza.
Mi sono così recato alla vicina tenenza dei carabinieri, denunciando il tutto.
Nino è ricoverato in ospedale a Giugliano in stato di semi incoscienza.
Sono appena passato a chiedere informazioni e, ringraziando il Signore, i medici mi hanno riferito che non è in pericolo di vita ma resta sotto osservazione.
Avrò commesso anche tanti errori, ma l’ho fatto in buona fede e sempre rispettando la legge. Faccio un appello i miei concittadini che hanno sete di LEGALITÀ: facciamo fronte Comune contro questo schifo, ne va della nostra vita e del futuro dei nostri figli”.

 

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Cronaca

Informativa della Procura sulla guerriglia di Napoli: decine di identificati

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Informativa della Procura sulla guerriglia di Napoli: decine di identificati. Al setaccio immagini, volti e targhe. Inquirenti al lavoro.

 

Sono al lavoro per identificare chi si e’ reso protagonista degli scontri di venerdi’ sera a Napoli, gli investigatori della Squadra Mobile e della Digos della Questura, mentre le prime informative sono gia’ sulla scrivania del procuratore Giovanni Melillo, che ha voluto coordinare di persona l’attivita’ investigativa. Al momento gli inquirenti ipotizzano i reati di devastazione, danneggiamento, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Prosegue, intanto, l’analisi delle immagini ricavate dai sistemi di videosorveglianza, per estrapolare volti e targhe ma si sta passando al setaccio anche web e chat. Si ritiene che a determinare gli scontri contro le forze dell’ordine sia stata una miscela eterogenea composta da componenti della criminalita’, da frange estreme della tifoseria e da gruppi antagonisti.

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Com’e’ noto la genesi del corteo di venerdi’ risiede nella volonta’ dei commercianti del centro di manifestare il proprio dissenso pacificamente ma, man mano che si ci avvicinava a Palazzo Santa Lucia il “serpentone” si e’ via via ingrossato con l’innesto di personaggi – e’ emerso – che nulla hanno a che fare con il commercio legale. Oltre un centinaio di scooter, inoltre, ha ostacolato l’azione delle forze dell’ordine, circostanza questa che fa ritenere che il tutto sia stato orchestrato proprio per rendere piu’ efficace l’aggressione ai danni delle forze dell’ordine.

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