Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità

Seguici sui Social
Privacy Policy Cookie Policy


Salerno e Provincia

Salerno: arrestati due giovanissimi, spacciavano nella movida

Pubblicato

in

pusher


Salerno: arrestati due giovanissimi, spacciavano nella movida

 

Gli Agenti della Polizia di Stato hanno arrestato due giovani per detenzione di stupefacenti. Gli Agenti della Squadra Volante della Questura di Salerno, alle ore quattro circa di questa mattina nella zona del Trincerone Ferroviario del centro cittadino, hanno notato un’autovettura con due persone a bordo. Alla vista della “pantera” della Polizia, il conducente dell’auto ha operato una manovra sospetta e frettolosamente si è allontanato come per sottrarsi al controllo delle Forze dell’Ordine. Ne è derivato un inseguimento per le strade del centro, finito in via Michele Conforti, dove l’autovettura inseguita, che intanto ad alta velocità aveva provato a seminare i poliziotti, è stata bloccata.

A bordo dell’autovettura, due giovanissimi salernitani: G. G., ventenne, alla guida, e S. R., ventunenne, passeggero. Nelle prime fasi del controllo, il ventunenne, spintonando uno dei poliziotti, ha provato la fuga ma è stato immediatamente bloccato.

Indosso a ciascuno dei giovani ,gli agenti delle Volanti hanno trovato droga, trentacinque grammi circa in tutto tra cocaina, hashish e marijuana, già suddivisa in dosi.

I due giovanissimi salernitani sono stati arrestati per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e posti a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno. Il ventunenne è stato anche denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.

Continua a leggere
Pubblicità

Primo Piano

Le follie della Dad: al liceo di Scafati gli studenti si interrogano bendati

Studenti bendati per le interrogazioni in video

Pubblicato

in

studenti bendati scafati

Scafati. Studenti bendati per le interrogazioni in video. Non è l’ennesima trovata di studenti burloni per acchiappare like sui social e non è una parodia per interrogazioni ‘al buio’.

E’ quello che è accaduto in una classe del Classico del Liceo Renato Caccioppoli di Scafati, in provincia di Salerno, in questi giorni. Storture della didattica a distanza, eccesso di zelo per addivenire ad una valutazione degli studenti quanto più veritiera possibile? Quell’immagine di un’adolescente costretta dalla professoressa a bendarsi per non sbirciare sul computer o sugli appunti non risponde certo ai principi della formazione, della cultura e della libertà dell’individuo che dovrebbero essere il fondamento della scuola pubblica italiana.

Ad inaugurare questo nuovo metodo – che richiama, immancabilmente, ad una tortura fisica e psicologica – è stata una professoressa di latino e greco, più attenta alle nozioni che i suoi studenti possano sbirciare, piuttosto che alla loro formazione come individui, al loro equilibrio psicologico, alla loro autostima.

Nel liceo di Scafati, la didattica a distanza attuata in tempo di pandemia da Covid pare abbia scatenato in alcuni insegnanti reminiscenze del secolo scorso quando i maestri punivano i più discoli mettendoli in ginocchio sui ceci dietro la lavagna. Questa volta non ci sono ceci, bensì bende, o pagine e pagine di compiti ‘punitivi’ per costringere i ragazzi a non uscire di casa, visti più come untori che come adolescenti smarriti per una situazione più grande di loro che sta frantumando gli anni più belli della loro vita.

Il metodo educativo della professoressa in questione non è passato inosservato e alcuni studenti hanno sottoposto la questione al preside Domenico D’Alessandro che al momento non sembra aver preso alcun provvedimento ne le distanze dalla malsana metodologia della zelante professoressa. Gli studenti, dal canto loro, non hanno la forza di ribellarsi, più forte il timore – comprensibile – di ripercussioni in ambito scolastico da parte della stessa professoressa e degli altri insegnanti che faranno squadra con lei. E quindi da giorni va in scena questa pantomima dei bendati.

Sarà lo stress collettivo, l’ansia da perfezionismo in una società imperfetta o semplicemente l’ultima frontiera dell’insegnamento ai tempi del Covid, ma quello che è accaduto e accade in alcune lezioni di didattica a distanza – la famigerata Dad – passerà agli annali della storia contemporanea come una generalizzata forma di diseducativa follia collettiva e a farne le spese saranno sempre e solo loro: gli studenti. Quelli che già escono malconci e frustrati da un periodo buio per tutti e non perchè sono stati costretti ad indossare una benda per essere interrogati.

 Rosaria Federico

Continua a leggere
Pubblicità

DALLA HOME

Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

Inserisci la tua email:

Gestito da Google FeedBurner

Le Notizie più lette