Cronaca Nera

Lotta al caporalato: 2 arresti a Salerno e uno a Benevento

Pubblicato da
Antonio Carlino
Condivid

Un’operazione della Dia di Firenze e della Polizia di Stato di Siena si è conclusa con l’arresto di tre persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro la persona e il patrimonio.

Gli arrestati sono accusati di appropriazione indebita, sfruttamento dei lavoratori sottoposti a condizioni degradanti, peculato, truffa aggravata, sottrazione fraudolenta di beni al fisco, auto-riciclaggio e violenza sessuale. Sequestrate anche quote societarie per oltre 600 mila euro. La Direzione investigativa antimafia del capoluogo toscano, con la collaborazione dei poliziotti della questura senese e i carabinieri del nucleo dell’ispettorato del lavoro di Siena, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un imprenditore  di Salerno e degli arresti domiciliari a carico della moglie  e di un imprenditore di Benevento.

I destinatari dei provvedimenti sono tutti indagati per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di vari delitti di natura patrimoniale e tributaria. L’organizzazione si è avvalsa anche di due notai per la formazione di numerosi atti pubblici societari, quali volture di cessione di quote, affitto di aziende, cessioni di aziende, ideologicamente falsi circa la reale indicazione e titolarità effettiva dei soggetti coinvolti. Nei loro confronti è stata richiesta la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio, che sarà eventualmente applicata all’esito dell’interrogatorio.

A capo dell’organizzazione c’era l’imprenditore di Salerno che, con l’aiuto della moglie e dei suoi stretti collaboratori, per assicurare vantaggi e utilità a cosche calabresi, aveva messo in piedi una complessa attività illecita di spoliazione, sistematica, di beni delle aziende (strutture alberghiere) che conduceva, raggirando i cedenti sulla propria solvibilità, frodando il fisco, impiegando personale a nero ed intestando diverse società a prestanome. Tra i vari passaggi societari sono emersi contatti con soggetti riconducibili alla criminalità organizzata calabrese, tuttora in corso di approfondimento. Tra i reati contestati, vi sono anche i reati d’intestazione fittizia di beni ed appropriazione indebita, in quanto i pagamenti destinati alle società fittiziamente intestate incaricate di gestire gli alberghi, soprattutto a Chianciano Terme (Si), venivano dirottati verso altre persone giuridiche, sedenti in altre città e apparentemente non riconducibili alle stesse persone fisiche, con grave nocumento ai creditori delle strutture alberghiere, di fatto insolventi e/o morose. Con questo meccanismo, sono state truffate importanti società di servizi pubblici toscane, che di fatto hanno subito un pesante danno.

Di particolare rilievo la contestazione del reato d’intermediazione illecita e sfruttamento di lavoro, il cosiddetto caporalato, emerso in quantol’imprendiore e due dei suoi prestanome avrebbero impiegato e/o reclutato, nell’ambito delle attività alberghiere gestite dall’associazione, manodopera in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori. Quest’ultimi hanno evidenziato, infatti, particolari condizioni alle quali erano chiamati a sottostare: paghe di circa 500,00/800 euro al mese per prestazioni di lavoro di 10/12 ore al giorno, senza riposo settimanale, senza ferie né versamento di contributi. Alcuni dipendenti non sono mai stati retribuiti e due donne hanno anche denunciato episodi di violenza sessuale da parte del datore di lavoro. Il gip del Tribunale di Firenze, Alessandro Moneti, a conclusione di complesse indagini coordinate dal sostituto procuratore Giulio Monferrini della locale Direzione Distrettuale Antimafia, ha disposto 15 perquisizioni locali di società riferibili agli indagati – alcune risultate inesistenti – con sedi a Firenze, Milano, Roma, Rimini, Chianciano Terme (Si), il sequestro delle quote del capitale sociale di 15 persone giuridiche, per un valore complessivo di oltre 600.000 euro, nonché 2 perquisizioni presso gli studi di due notai, entrambi di Firenze. La complessa attività, coordinata dal II Reparto della Direzione Investigativa Antimafia, ha riguardato le province di Firenze, Siena, Salerno, Benevento e Napoli, e ha visto impegnati anche il personale della Dia di Napoli e Salerno, dei Comandi Provinciali Carabinieri e Guardia di Finanza e delle questure nelle province interessate dal provvedimento dell’autorità giudiziaria.

Pubblicato da
Antonio Carlino

Ultime Notizie

Napoli, omicidio a Porta Capuana: la vittima è Alessandro Grivano, vicino al clan Contini

Napoli - Ancora sangue nelle strade di Napoli. Alessandro Grivano di 33 anni, ritenuto vicino… Leggi tutto

4 Luglio 2026 - 10:12

Diffamazione sui social: come cambia il confine tra diritto di critica e tutela della reputazione

La recente sentenza che ha condannato il giornalista Pino Grazioli alla sola ammenda con pena… Leggi tutto

4 Luglio 2026 - 09:33

Diffamazione a mezzo social: Pino Grazioli condannato alla sola ammenda, pena sospesa

Si è chiuso con una condanna alla sola pena dell'ammenda il processo a carico del… Leggi tutto

4 Luglio 2026 - 09:24

Digiuno intermittente: una strategia efficace per mantenere la perdita di peso fino a un anno

Uno studio dell’Università di Granada conferma che il digiuno intermittente 16:8 non solo favorisce la… Leggi tutto

4 Luglio 2026 - 09:13

Anm esce dal concordato: una nuova era per il trasporto pubblico napoletano

Dopo un lungo periodo di crisi, Anm e Comune di Napoli annunciano l’avvio di una… Leggi tutto

4 Luglio 2026 - 08:55

Geolier riscrive la storia della musica a Napoli: 6 date Sold Out

Il rapper napoletano Geolier annuncia sei concerti sold out nel 2027 allo Stadio Diego Armando… Leggi tutto

4 Luglio 2026 - 08:02