Cronaca Giudiziaria

Non è il cognome ad identificare una persona. assolto imprenditore di Marcianise

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La vicenda trattata nel procedimento penale tenutosi innanzi al tribunale di S. Maria c.v. risale a circa tre anni orsono.

Belforte giuseppe, noto imprenditore di Marcianise  operante nel campo degli infissi e carpenteria metallica aveva eseguito, per conto dell’impresa incaricata del restauro di un immobile sito in Gaeta, dei lavori in ferro ed alluminio .
Il proprietario dell’immobile, aveva lamentato delle difformità tra quanto eseguito e quanto da lui richiesto e, pertanto, unitamente al titolare della impresa committente, aveva chiesto un incontro presso la ditta del B.. All’incontro, stando al racconto della p.o., la discussione sarebbe degenerata e il B. lo avrebbe colpito tanto da procurargli lesioni guaribili in oltre 40 giorni. Dal canto suo, il B., presentava querela riferendo di essere stato lui, nell’occasione, vittima di minacce ed aggressione.
Purtroppo, la Procura, senza verificare chi fosse B. G. ( onesto lavoratore )  e senza alcun approfondimento investigativo,  solo per avere un cognome “pesante”, non lo riteneva credibile e, pertanto, richiedeva l’archiviazione per il procedimento instauratosi a seguito della querela sporta dal B.. Solo il cognome era bastato a sostenere che non era possibile che fosse stato lui la vittima e non il carnefice.
 A tale richiesta il B., tramite il suo legale, avvocato Salvatore GIONTI, presentava opposizione ed il gip, accogliendo le argomentazioni della difesa, chiedeva alla Procura di svolgere le indagini che non erano state fatte. All’esito di queste ultime, la Procura, si determinava a chiedere il rinvio a giudizio dell’imputato. Giudizio, ancora pendente.
Contestualmente, proseguiva il giudizio a carico del B. per lesioni gravi, con la testimonianza della presunta p.o., dell’imputato e dei testi indicati a difesa ed, oggi, a chiusura di una corposa attività dibattimentale il giudice, accogliendo le argomentazioni degli avvocati Salvatore GIONTI e Romolo VIGNOLA, che hanno evidenziato tutte le lacune di fatto e giuridiche della vicenda, ha assolto B. da tutte le accuse a suo carico.

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