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Coronavirus, il vice ministro Sileri: ‘Tagliamo la quarantena, ma facciamo più test’

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Coronavirus, il vice ministro Sileri: “Tagliamo la quarantena, ma facciamo più test. I tamponi li deve pagare lo Stato se su indicazione dei medici”.

“Cinque giorni no. Sette può avere un senso se c’è il tampone. Questo per i contatti, che oggi fanno la quarantena di 14 giorni anche con il tampone negativo. Per i positivi, anche asintomatici, bisogna aspettare la negativizzazione del tampone”. Il viceministro della Salute , in una intervista a Il Fatto quotidiano mostra di condividere l’idea di ridurre la quarantena. “Gli studi dicono che in 5-6 giorni dal contatto solitamente ti positivizzi. Con 7 giorni intercettiamo la quasi totalità. Poi c’è chi sviluppa in 14. L’Ecdc (Agenzia europea per la prevenzione delle malattie, ndr) sconsiglia, indicando un rischio del 6%. Ma costa meno fare un tampone che lasciare una persona a casa per 14 giorni, peraltro il rischio è che molti non rispettino l’obbligo. Come avevo proposto per arrivi extra-Schengen. Arrivi, fai la quarantena, 5-6 giorni e tampone, magari 7 per sicurezza. Abbiamo il problema dei ricongiungimenti familiari, l’ultimo dpcm risolve per i coniugi ma non per i figli, c’è ancora chi deve fare la quarantena o non può arrivare dai Paesi bloccati. Bisogna fare più tamponi”.

Secondo Sileri “non dobbiamo farne 3-400 mila tutti i giorni ma avere questa potenzialità per le settimane, specie invernali, in cui servirà. Non solo tamponi: ci sono i test salivari e io sostengo gli studiosi che li chiedono; altri test rapidi, bistrattati, fanno un’ottima opera di screening”. “Il tampone deve pagarlo lo Stato se si fa su indicazione dei medici di medicina generale, del pediatra libera scelta o per il contact tracing. Poi c’è l’azienda che vuole controllare i dipendenti, la squadra di calcio, chi vuole farsi il tampone per sicurezza: il discorso è diverso”. “Non ho mai detto – conclude Sileri – che lo avremo a fine anno, ci vorranno da 6 a 12 mesi. E non puntiamo solo sul vaccino, bisogna sostenere la ricerca sulle terapie, sugli anticorpi monoclonali, sul plasma iperimmune”.

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Italia

Inps, Tridico: ‘Non ho deciso io e non prenderò gli arretrati’

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Inps, Tridico: ‘Non ho deciso io e non prenderò gli arretrati’.

 

“Mi ha sorpreso il modo in cui è stata trattata la vicenda, che soprattutto in rete ha scatenato centinaia di commenti sfociati anche in minacce e insulti alla mia persona. Ma a colpirmi è stato anche il fatto che nessuno mi abbia chiesto preventivamente una dichiarazione, con la quale avrei subito fatto chiarezza su molte cose”. Così in una lettera al direttore di ‘La Repubblica’, il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico in merito alla vicenda relativa ai suoi compensi.

“Tutto l’articolo – rileva il presidente dell’Inps – ruota intorno a due falsi: per effetto del decreto interministeriale che stabilisce i compensi del Cda di Inps (e Inail), al sottoscritto sarebbe riconosciuto un arretrato di 100mila euro. Questo il primo falso. La realtà invece è che la nuova misura del compenso previsto per il presidente dell’Istituto decorrerà non da maggio 2019, bensì dal 15 aprile 2020, vale a dire da quando si è insediato il cda e ne ho assunto la carica di presidente. Il secondo falso è che non è nei poteri del presidente o di qualsiasi altro organo dell’Istituto determinarsi i compensi”, aggiunge.

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Detto questo, rileva Tridico, “sul tema dei miei compensi mi sembra doveroso ripercorrere brevemente i fatti e le norme per come si sono succeduti. Sono stato nominato presidente Inps con decreto del Capo dello Stato in data 22 maggio 2019. Successivamente, a giugno 2019, con nota del Gabinetto del ministero del Lavoro venivano proposti i compensi del cda che si stava costituendo: 150mila euro lordi per il presidente, 100mila per il vice e 23mila per i 3 componenti del consiglio. Nel frattempo, la crisi di governo dell’agosto 2019 ha ritardato la nomina del cda. Così, solo dal 15 aprile 2020 ho assunto le funzioni di presidente del cda”.

Nella prospettiva della ricostituzione del cda dei due enti, sottolinea il presidente dell’Inps, “la legge 28 gennaio 2019, n. 4, aveva previsto che, con apposito decreto interministeriale, sarebbe stata fissata la misura dei compensi dei predetti organi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Tant’è che detti compensi sono finanziati attraverso la riduzione di spese di funzionamento di Inps e Inail. Il 15 luglio 2019 il Dipartimento per il coordinamento amministrativo della presidenza del Consiglio ha avviato l’iter per la determinazione dei compensi del presidente e degli altri componenti del cda dei due enti, sulla base di una direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 9 gennaio 2001 che fissa i criteri e gli indicatori da assumere a riferimento a tal fine; direttiva che dal 2001 detta le regole per la fissazione dei compensi degli organi di tutte le amministrazioni pubbliche, suggerendo l’utilizzo di un apposito software per determinare i compensi per il cda sulla base del bilancio dell’Istituto e del numero di dipendenti”.

Tale software, spiega ancora Tridico, “restituiva un compenso per il presidente Inps e per il cda molto più elevato: per il presidente di 240 mila euro, pari al compenso dei dirigenti centrali dell’Inps, e ai vertici di amministrazioni simili. Tuttavia, il decreto interministeriale del 7 agosto 2020 del ministro del Lavoro e del ministro dell’Economia, decreto necessario e conseguenziale all’insediamento del cda, stabilisce 150mila euro per il presidente, 40mila euro (elevabili a 60mila in funzione delle deleghe esercitate) per il vice presidente e 23mila euro per ognuno dei componenti del cda. Insomma, i ministeri vigilanti sono intervenuti per ridurre la misura derivante dall’applicazione di quelle regole. La storia è questa”, conclude il presidente dell’Inps.

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Cinema

Vico Equense, Gaia Girace ‘Lila’ madrina del ‘Social World Film Festival’

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Dal 6 all’11 ottobre si terrà a Vico Equense la decima edizione del Social World Film Festival (Mostra Internazionale del Cinema Social).

 

Madrina dell’evento sarà Gaia Girare, la giovane attrice nota al grande pubblico per aver indossato i panni di Lila adolescente nella serie “L’Amica Geniale”, tratta dall’omonima quadrilogia della misteriosa Elena Ferrante. Ricordiamo che la serie Tv, e solo dopo, anche quattro romanzi, ha raggiunto un successo unico, non solo in Italia ma anche all’estero.
Gaia sarà dunque presente alla giornata di apertura dell’evento in quella che è la sua città.

Tra i primi ospiti internazionali annunciati, ci sono i nomi di Maria Isabel Diaz Lago, la Sole della serie “Vis a Vis”, e Alvaro Rico, il Polo di “Elite”, provenienti da serie presenti sulla piattaforma Netflix.

Ivana Rita Afeltra

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