Sanità, Infermieri-Nursing Up, De Palma ai Ministri Speranza e Sileri: «Basta essere presi a schiaffi in pieno viso da questa politica»

«E’ arrivato il momento delle scelte: vogliamo i fatti e le risposte e li vogliamo adesso. Il tempo delle attese e dell’indifferenza è finito. Il prossimo 15 ottobre, data ufficiale della nostra nuova manifestazione nazionale a Roma, sarà il giorno della resa dei conti». 

ROMA – Il Nursing Up non ha alcuna intenzione di fermare la sua battaglia di rivendicazioni della categoria e ha già deciso che il prossimo 15 ottobre sarà Roma il teatro di una manifestazione nazionale senza precedenti.
Per questa ragione il Presidente De Palma coglie l’occasione di un approssimarsi di nuove lotte per rivolgersi nuovamente ai vertici della sanità italiana.
«Nulla abbiamo ottenuto in termini contrattuali, nulla in termini di congrui aumenti in busta paga, nemmeno in termini di attesi riconoscimenti una tantum per i mesi spesi a rischiare la vita», esordisce con rabbia De Palma.
«Ritrovarsi con un pugno di mosche nelle mani è deprimente, frustrante per chi ci ha creduto, per chi ha combattuto, per chi è pronto a farlo di nuovo in qualsiasi momento.
E, come se non bastasse, mi rivolgo a questo Governo, è desolante leggere della legge sulla violenza verso gli operatori sanitari che avete appena approvato, la consideriamo uno strumento fallace che certo non risolverà i problemi delle aggressioni: a cosa serve prevedere aumenti di pena se di pari passo non si strutturano norme in grado di attuare politiche di contrasto della violenza che siano reali ed operative nelle aziende sanitarie?

De Palma non ci sta al perdurare di una situazione che identifica sempre di più gli infermieri italiani come martiri. Duro, perciò, come non mai, il suo j’accuse, che si estende a tutti quelli che fanno solo finta di esserci, che spendono fiumi di parole ma che in realtà si comportano come la bella Penelope, andando a distruggere con i fatti, o sarebbe meglio dire con i loro silenzi, quanto secondo le loro belle promesse avrebbero invece dovuto creare.

«Al Ministro della Salute Speranza, che ora predica la necessità di un maggiore dialogo tra potere centrale e regioni, noi rispondiamo per le rime: «Da anni chiediamo di non avere 20 sistemi sanitari diversi uno dall’altro. Speriamo che le sue parole non restino tali come spesso è accaduto», dice De Palma.

«Al Vice Ministro Sileri, invece, vorremmo dire che stimo stanchi della politica delle parole non seguita da quella dei fatti.

Leggiamo ora del suo annuncio di un piano immediato da 700 milioni per il rafforzamento della sanità. Al Vice Ministro, che tante volte si è confrontato con noi non consegnando alla concretezza dei fatti le buone promesse elargite, diciamo di ricordarsi che seppur facenti parte del medesimo sistema sanitario, medici e infermieri rappresentano due categorie co problematiche che vanno inquadrate in modo diverso, con competenze distinte, e soprattutto con istanze ed attese economiche differenti.

Nessuno dimentichi la voragine che esiste tra lo stipendio di un medico e quello di un infermiere, non esiste paragone e a questo si aggiunge il fatto che noi infermieri, caro Vice Ministro, non possiamo nemmeno integrare gli stipendi con l’attività libero professionale, come invece è concesso di fare ai medici. A proposito di belle promesse, a che punto si trova il suo DDL sulla nostra libera professione? Insomma per noi è arrivato il momento di affrontare le priorità, e quindi di inquadrare i professionisti sanitari che rappresentiamo in una realtà contrattuale ad hoc, con risorse individuate, specifiche e dedicate, valorizzando la loro professionalità con aumenti fissi e costanti ed elevandoli al ruolo che meritano, anziché ridurli ad essere tra i meno pagati d’Europa rispetto ad altri colleghi», dice De Palma.

«Ai vertici della Fnopi, da ultimo, rivolgiamo l’ennesimo accorato appello: siete infermieri come noi, le nostre istanze sono le vostre, le nostre aspirazioni sono le vostre. Abbiamo promosso una mobilitazione nazionale caratterizzata da obiettivi in qualche modo vicini, e la cui gran parte è stata anche oggetto di una vs specifica richiesta al Governo, come mai non sostenete i vostri colleghi che combattono per questo ? Talvolta, se si fanno politiche professionali eccessivamente “al di sopra delle parti”, diventa difficile non stigmatizzarne la pericolosità, cioè intraprendere un percorso che ci espone al rischio di fare un passo in avanti e due indietro.

A voi chiediamo di combattere, nel rispetto del vostro ruolo, finalmente al nostro fianco sostenendo le rivendicazioni a cui tutti aspiriamo», chiosa De Palma.

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Antonio Carlino

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