Pescara, un salernitano di diciannove anni è tra i finalisti di “Mister Italia 2020”
Mister Italia 2020: un diciannovenne di Salerno tra i finalisti di questa edizione che sabato sera 1 agosto a Pescara si contenderanno lo scettro.
Dopo aver superato le selezioni territoriali (tenutesi quest’anno su Instagram causa lockdown) e, mercoledì sera le prefinali nazionali, il salernitano Gioacchino Giannatiempo è pronto a giocarsi tutte le sue carte nel più importante concorso di bellezza riservato agli uomini in Italia.
Gioacchino, di professione fotomodello, 1,80 di altezza, sogna di sfondare nel mondo della musica come produttore. La prima occasione per farlo sarà proprio la finalissima in programma sabato sera allo Stadio del Mare di Pescara.
Organizzato come ogni anno dall’agenzia “Claudio Marastoni”, il concorso di Mister Italia è stato trampolino di lancio per personaggi come Luca Onestini, Paolo Crivellin, Andrew Dal Corso e tanti altri. Lo scettro è attualmente tenuto nelle mani del romano Giulio Schifi, vincitore dell’edizione 2019.
Sabato sera la finale, condotta da Jo Squillo, vedrà la partecipazione di numerose star del mondo della musica, dello spettacolo, del cinema e della tv. Presidenti di giuria saranno Anna Falchi e Beppe Convertini.
L’evento sarà messo in onda nei prossimi giorni su Rete4, La5, Tgcom e nel programma “Tv Moda” (canale 180 di Sky).
Insigne: «Al Napoli sarei andato anche gratis, ma non se ne è fatto nulla»
Lorenzo Insigne torna a casa. Dopo 14 anni dall’ultima avventura da biancazzurro, l’attaccante si è presentato al Pescara nella conferenza stampa ufficiale dell’Ekk Hotel, alla presenza del presidente Daniele Sebastiani e del direttore sportivo Pasquale Foggia. Un ritorno atteso, sognato dai tifosi e programmato insieme alla società, con un vissuto che si intreccia tra emozioni,…
Addio a Giovanni Galeone, il profeta del calcio libero che insegnò a sognare
Il calcio italiano piange la scomparsa di uno dei suoi pensatori più originali e anticonformisti. Giovanni Galeone è morto all'età di 84 anni a Udine, dove era ricoverato da tempo. Con lui se ne va non solo un allenatore capace di conquistare quattro promozioni in Serie A, ma soprattutto un uomo che ha interpretato il calcio come una forma di libertà intellettuale, un esteta del gioco che ha sempre preferito la bellezza al risultato.
Nato a Napoli nel 1941, Galeone ha trasformato la panchina in una cattedra. Il suo credo era il 4-3-3, un modulo che nelle sue mani diventava un manifesto di calcio propositivo e offensivo. Per lui, la squadra doveva attaccare, il pallone doveva viaggiare veloce e il gioco doveva essere coraggioso e pensato. L e sue squadre non si accontentavano di vincere; dovevano divertire, sorprendere e mostrare una personalità spiccata. Una filosofia riassunta in una delle sue frasi più celebri e iconiche: "Il portiere è un optional", a significare quanto per lui contasse costruire l'azione fin dalla difesa, senza paura.
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