De Luca: “Il decreto Semplificazioni del Governo apre le porte alla criminalità. Riparto Mes penalizza la Campania”

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“Semplificazioni? Credo che quella amministrativa sia la strada principale da perseguire se vogliamo rilanciare l’Italia. L’obiettivo deve essere quello di prosciugare la palude burocratica”. Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, durante una diretta su Facebook, parla del dl Semplificazioni che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri lunedì 6 luglio. “Dobbiamo evitare operazioni scriteriate, dove per liberarci di un vizio, non dobbiamo correre nell’errore di cadere in quello opposto. – evidenzia l’ex sindaco di Salerno -. Il codice degli appalti andrebbe semplificato radicalmente dando respiro alle imprese e realizzare opere in tempi rapidi. Questo, però, non vuol dire mettere l’economia del Paese nelle mani dei ladri o della delinquenza organizzata”. Per De Luca semplificare “è un dovere” ma immaginare “di consegnare tutti gli appalti sotto una certa soglia con una trattativa privata significa darla in mano alla criminalità ed espellere, invece, le aziende serie. Con questo meccanismo non emergono le aziende più capaci, ma solo quelle più ‘traffichine’ e in alcune zone d’Italia che hanno alle loro spalle i delinquenti” conclude De Luca.

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Il presidente della Regione Campania è poi ritornato sul Mes e sulla ripartizione dei fondi europei per le regioni italiane: “Sarebbe irresponsabile non utilizzare i 37 miliardi del Mes per interventi in campo sanitario, dagli ospedali all’assistenza per gli anziani fino ai farmaci”. Ha detto De Luca che ha poi definito la Campania la “regione più penalizzata d’Italia”. Secondo il governatore, il problema dovrebbe riguardare il governo ma anche “quelli che hanno fatto finta di portare le bandiere tricolori in piazza il 2 giugno, ma quando si tratta di far prevalere la coesione e l’unità nazionale non ci sentono più, e la bandiera italiana se la dimenticano”. De Luca ha attaccato un’ipotesi di distribuzione dei fondi europei avanzata nei giorni scorsi e da lui definita “vergognosa”. “A noi andrebbero 2,7 miliardi mentre altri, come il Veneto, il Piemonte e il Lazio, che hanno meno abitanti, avrebbero più soldi. Voglio vedere fino a che punto di indecenza riusciremo ad arrivare: aspetto al varco tutte le forze politiche”, ha dichiarato.


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