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Cultura

100 anni di Renato: grande successo all’Arena Flegrea per il Premio Carosone 2020

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Premio Carosone


2020 – 100 ANNI DI RENATO con Renzo Arbore, Enzo Avitabile, Mario Biondi, Stefano Bollani, Nello Daniele, EbbaneSis, Massimiliano Gallo, Lorenzo Hengeller, La Zero, Marisa Laurito, Enzo Moscato, Micol Arpa Rock, Andrea Sannino, Daniele Sepe, Song ‘e Napule Original Band, Speaker Cenzou, Stash uniti in un grande concerto celebrativo e ricco di prestigiosi omaggi sul palcoscenico dell’ di Napoli.

 

Un ciclone di energia sul palco del 2020 all’ di Napoli, per celebrare i 100 anni di Renato. Curato nella direzione artistica da Federico Vacalebre e nel coordinamento musicale da Gigi De Rienzo, e prodotto da Teta Pitteri, il 2020 ha avuto un cast prestigioso e perle, note e meno, del repertorio carosoniano in una scaletta completata dagli omaggi sentiti, emozionati ed emozionanti a Gegè Di Giacomo, Peter Van Wood, Nisa, Enzo Bonagura, Sergio Bruni, Roberto Murolo, Totò, Nunzio Gallo, Pino Daniele. Sold out in platea. Il sarà trasmesso da Canale 21, venerdì 31 luglio, alle 20.50 (in replica mercoledì 5 agosto, alle 23.30).

Ad aprire la serata, Micol Arpa Rock con “Tu vuò fa l’americano”, che ha lasciato il palco alle Ebbanesis per l’esecuzione di “’O Sarracino” e “Questa piccolissima serenata”. Scivola veloce e con un ritmo incalzante la scaletta, che prosegue con La Zero in “Mambo italiano”, Speaker Cenzou in “Chella là”. Con Massimiliano Gallo, a cui viene affidata l’esecuzione di “Badù Badù” arriva il primo omaggio della serata: “Scettico napoletano” del Principe Antonio de Curtis, il grande Totò, per Nunzio Gallo. Enzo Moscato rende sublimi la “Giacca rossa ’e russetto” di Sergio Bruni e “’O juke box ’e Carmela”. Anche Stash rende omaggio a Carosone con una sua versione di “’O Sarracino”, in coda a “Giovanni cu ’a chitarra”. Mario Biondi apre il suo arrivo in scena con “Maruzzella” e poi, con Nello Daniele, omaggia Pino, travolgono il pubblico con una straordinaria versione in due di “A me me piace ’o blues”. Con Marisa Laurito è tempo di “Lettera da Milano” e “Pigliate ’na pastiglia” ma anche di “A tazza ’e cafè” di Roberto Murolo.

Leggi anche: https://www.cronachedellacampania.it/2020/07/premio-carosone-2020-grandi-artisti-per-i-100-anni-di-renato/

Prima del gran finale, affidato al maestro Enzo Avitabile, con un’ in delirio sulle note di “Caravan Petrol” e commossa su quelle di “Terra mia”, inizia una sequenza di intrecci artistici straordinari e vincenti, aperta da Stefano Bollani con un piano solo carosoniano. Raggiunto da uno degli ospiti più attesi della serata, Renzo Arbore, Bollani prosegue la sua perfomance pianistica con “T’è piaciuta” e poi si unisce a Lorenzo Hengeller, per l’omaggio a Domenico Modugno e Riccardo Pazzaglia, raggiunti da Daniele Sepe per “L’hai voluto te”. Il pianoforte di Lorenzo Hengeller accompagna, poi, Andrea Sannino, che regala al pubblico “’A signora”, una chicca inedita dal musical “Carosone, l’americano di Napoli” (che debutterà appena l’emergenza da Covid 19 diventerà un ricordo e riprenderanno le programmazioni teatrali); e “Abbracciame”, diventata la carezza dai balconi nelle sere di lockdown. Il 2020 è stato condotto da Gianni Simioli e Mariaelena Fabi.

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Cinema

Da una barlady romana il drink ispirato a un film di Fellini. La ricetta

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Dalla bartender romana Valeria Bassetti, il drink cinema “Giulietta degli Spiriti” del 1965, ispirato al film di Federico Fellini.

 

BARTENDER: Valeria Bassetti, co- fondatrice e partner di Drink-It

INGREDIENTI:
30 ml Amaro Formidabile
15 ml Fifty Pounds London Dry Gin
3 spoon sciroppo di amarena
Violette disidratate commestibili Flower Power

Bicchiere: coppa

PREPARAZIONE
Mescolare gentilmente nel mixing glass gli ingredienti senza ghiaccio, aggiungere una scorza di limone biologico non trattato, abbondante ghiaccio e, con l’aiuto di un barspoon, raffreddare tutti gli ingredienti per almeno la durata di un sospiro. Forse due. Versare, filtrando in una coppa, possibilmente sottile, raffreddandola prima e svuotandola dei ricordi. Ricoprire la superficie del drink con un sottile e profumato strato di violette edibili Flower Power, prodotte da Sister’s Lab.

ISPIRAZIONE
“In assoluto il mio film di Fellini preferito! Cercando Giulietta, Susy, Valentina, Iris mi sono persa in quel che resta della Pineta di Fregene, alle volte casta, il più delle volte gioiosamente confusa. Moglie o amante? Santa o svergognata? Fellini racconta le donne senza giudicarle, amandole tutte, sognandole libere, e nella mia vita sono stata tutte le donne di Giulietta, in momenti diversi e molto spesso dietro il bancone, la mia personale casa sugli alberi. Dove poter essere me stessa, pur cambiando ogni notte. Il Fifty Pounds London Dry Gin è la fermezza e l’eleganza che ogni donna riscopre come doti innate ed esalta la naturale voluttuosità del romano Amaro Formidabile. Entrambi questi prodotti hanno un richiamo liberty e uno stile inconfondibile, il tappeto di viole Flower Power, che riveste il drink, è l’emblema del pensiero – quello di Giulietta – finalmente libera di essere se stessa. Il consiglio è di bere il drink sognando ad occhi aperti”.

drink

Valeria Bassetti

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Cultura

‘Partenope’ è il riscatto di Napoli: quando l’arte e la musica si fondono

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Partenope

“Partenope” è il riscatto di Napoli: quando l’arte e la musica si fondono

[Comunicato stampa]

“Mi chiamo Matt Russo, ho 21 anni, sono della provincia di Napoli e ti scrivo perché la nostra città ha bisogno di noi.

Il periodo di crisi sanitaria ed economica che tutto il mondo sta vivendo in questi mesi non ha paragoni nella storia moderna. In Italia, Napoli è tra le città che ha pagato, e sta ancora pagando, uno scotto tra i più pesanti in termini di occupazione, disperazione e, purtroppo, anche di vite umane. La metropoli partenopea, che già da decenni è costretta a combattere ferocemente e quotidianamente contro criminalità organizzata e crisi economico-sociale, ora sembra ancor più indifesa, incatenata alle ataviche difficoltà intrinseche del territorio in cui risiede, e abbattuta dall’ormai inesorabile diffusione del nuovo Coronavirus. La Napoli di fine 2020 è tutta qui, ripresa perfettamente dall’opera di Jago installata in piazza Plebiscito. Un bambino coricato sul fianco, con gli occhi chiusi, affaticato dai macigni della pandemia e con una catena a bloccargli ogni tentativo di fuga. Ma quella Napoli adesso deve reagire, deve rialzarsi e lottare per conquistarsi il proprio futuro. Una città nata dall’amore di una sirena disperata, che non si è piegata ai dolori del terremoto, che non ha timore della lava del Vesuvio, e che è pronta a rialzarsi anche questa volta non può trovare una descrizione nella raffigurazione di “indifesa”.
Da questi presupposti ho deciso di lanciare il messaggio per la mia gente. Partenope non è una canzone, non è un freestyle, Partenope è un’esigenza espressiva che ha trovato come unico canale d’uscita il modo in cui so esprimermi meglio, la musica.

Il 28 novembre Partenope sarà online, e tutte le reazioni spontanee verranno raccolte sotto l’hashtag #FigliDiPartenope, al fine di creare una grossa famiglia virtuale di artisti, persone, cittadini, famiglie, associazioni, aziende, uniti per il bene della propria Napoli. Una città che non si è piegata ai dolori del terremoto, che non ha timore della lava del Vesuvio, e che è pronta a rialzarsi anche questa volta, con l’aiuto di tutti. In questo momento in cui siamo costretti ad essere tanto distanti, sfruttiamo le piattaforme digitali per veicolare un messaggio importante, dedicato a tutti coloro che adesso si sentono soli, feriti, in difficoltà. Nessuno deve rimanere indietro, e la rete di solidarietà servirà a dare una nuova speranza a ogni persona, affinché Napoli possa tornare a camminare sulle proprie gambe, mosse dall’amore dei suoi cittadini.

La campagna è già sui social con un video girato tra le strade del capoluogo campano. Sarà possibile condividerlo insieme al brano o postare qualsiasi tipo di contenuto aggiungendo l’hashtag #FigliDiPartenope per unirsi alla famiglia virtuale.

Non saremo i primi e neanche gli ultimi, ma sono i piccoli contributi che messi insieme fanno la differenza.

Con il cuore, Matt.”

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