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Cinema

TVATT, il docufilm sull’omonimo spettacolo teatrale, diretto da Domenico Catano

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Online il  di Domenico Catano che racconta l’omonimo spettacolo teatrale, scritto e diretto da Luigi Morra. Un mediometraggio di circa venti minuti che alterna sequenze di backstage, prove, tournée, incontri, proponendo anche un passaggio sugli scenari di provincia che hanno ispirato estetica e linguaggio di un progetto che indaga la violenza delle risse attraverso il gioco teatrale. Uno sguardo su un lavoro in cui drammaturgia e performance trovano sviluppo nella sinergia tra gli interpreti Luigi Morra, Pasquale Passaretti, Eduardo Ricciardelli e le musiche originali dei Camera, suonate dal vivo.

Fuori dagli schemi del genere documentaristico, immagini dal progetto teatrale, vuole essere un racconto intimo dell’omonimo spettacolo teatrale diretto da Luigi Morra: un diario filmico di versi e simboli che
testimoniano un preciso aspetto della violenza, sviscerato attraverso il gioco teatrale.
In cinque anni, Domenico Catano, ha vissuto e allestito lo spettacolo TVATT in ogni sua tappa, occupandosi del disegno luci e dei video di scena; contestualmente ha raccolto i materiali per la realizzazione di questo mediometraggio che alterna sequenze di backstage, prove, tournée, incontri, proponendo anche un passaggio sugli scenari di provincia che
hanno ispirato l’estetica e il linguaggio del progetto.

Uno sguardo su un lavoro in cui drammaturgia e performance trovano sviluppo nella sinergia tra gli interpreti Luigi Morra, Pasquale Passaretti, Eduardo Ricciardelli e le musiche originali dei Camera, suonate dal
vivo.
TVATT è acronimo di Teorie Violente Aprioristiche Temporali e Territoriali ma è anche, in dialetto campano, un modo per dire “ti picchio”. Il lavoro approfondisce la violenza del fare a botte prendendo come riferimento gli scenari di un territorio specifico, che diventa pretesto per raccontare una questione globale. Lo spettacolo trae libera ispirazione da East e West,
due lavori di Steven Berkoff messi in scena a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80, entrambi volti a rievocare ed esorcizzare la violenza dei sobborghi dell’East End londinese attraverso il gioco teatrale.

In TVATT comicità e dramma convivono in uno schema sempre in bilico nel quale la relazione con il pubblico si fa creatrice di un clima di rischio perpetuo che sembra svelare il processo creativo. Lo spettacolo è un esperimento performativo con una scenografia minimale con un microfono sull’asta, una loop station, sedie squadrate e una drammaturgia
nettamente divisa tra una serie di momenti dialettali, curiosi e musicali frammenti di vita vissuta e una componente testuale più riflessiva da cui emerge l’urgenza del racconto.

La maschera in cuoio, realizzata e indossata in scena da Eduardo Ricciardelli, sembra mettere in connessione alcuni elementi dei tipi fissi della Commedia dell’Arte con gli stereotipi dei personaggi che affollano la questione trattata.
Le musiche partecipano attivamente alla scena costruendo insieme agli attori il ritmo e le atmosfere della narrazione.
Prodotto da Etérnit, Teatraltro con la collaborazione di Lunarte, festival in cui il lavoro ha debuttato in forma di primo studio nel 2014, il supporto di TeatroForte, il teatro del CSOA Forte Prenestino, che ha ospitato le prove e dell’etichetta discografica MArteLabel che nel 2017 ha pubblicato un disco con le musiche dello spettacolo realizzate dai Camera.
Dal 2015 TVATT ha avuto modo di circuitare in Italia e all’estero, tra Belgio e Olanda, grazie a un tour organizzato in collaborazione con La Dante di Anversa.

Il docufilm è disponibile online sul sito www.tvatt.it, oppure direttamente al link Vimeo: https://vimeo.com/416535947
Per informazioni e richieste di collaborazione è possibile scrivere a
info@eternitonline.it
TVATT immagini dal progetto teatrale è una produzione Etérnit / Teatraltro con la collaborazione di Lunarte e il supporto di TeatroForte, MArteLabel. Media partner Theatron 2.0
www.tvatt.it

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Cinema

A Napoli la mostra ‘Troisi poeta Massimo’ a Castel dell’Ovo

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napoli mostra troisi

A Napoli la mostra “Troisi poeta Massimo” – Castel dell’Ovo, Borgo Marinari dal 30 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021.

 

Dopo il grande successo della mostra romana, arriva finalmente nella ‘sua’ Napoli, con un nuovo percorso espositivo e un leit motiv interamente dedicato al rapporto con la città, la grande mostra multimediale dedicata alla carriera e all’anima di uno dei più amati artisti della nostra storia.

“Troisi poeta Massimo” è un percorso tra fotografie private, immagini d’archivio, locandine, filmati e carteggi personali inediti che condurranno il pubblico nell’animo umano di Massimo Troisi.

Promossa e organizzata da Istituto Luce – Cinecittà con l’Asessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e 30 Miles Film, con il riconoscimento di MIBACT, Ministero per i Beni e le Attività culturali – Direzione generale Cinema e Audiovisivo e Regione Campania, in collaborazione con Archivio Enrico Appetito, Rai Teche, Cinecittà si Mostra e Cinecittà News, a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi e con la supervisione di Stefano Veneruso, l’esposizione sarà ospitata a Napoli a Castel dell’Ovo, dal 30 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021.

Una carrellata di ricordi, che attraverso musica e immagini, mette in risalto la poetica, le tematiche, le passioni e i successi di uno dei più grandi attori, e autori, italiani. Un “mito mite”, un antieroe moderno e rivoluzionario, che più di altri ha saputo descrivere, con sincerità, leggerezza e ironia, i dubbi e le preoccupazioni delle nuove generazioni. L’esposizione racconta le tappe salienti della carriera dell’artista: l’infanzia a San Giorgio a Cremano, la passione per il teatro, la popolarità improvvisa con il gruppo de La Smorfia, la carriera cinematografica da regista e attore.

Filo conduttore della mostra è il lato più sensibile e autoriale: Massimo Troisi è stato un poeta senza definirsi tale. Con parole, messe in scena, inquadrature, con tutto il suo immenso immaginario ha dato forma poetica ai sentimenti.

Il suo ineguagliabile talento comico si è espresso in parole (poesie, testi per il teatro, sceneggiature, e il testo vivo della sua mimica e del suo cinema) che hanno saputo raccontare con noncurante precisione, con una chiaroveggenza solo apparentemente casuale e indolente, con un esercizio continuo di leggerezza e passione, tutta una temperie umana, sociale, anche politica, ed emotiva. Per questo e senza farsene accorgere, ha lasciato a milioni di spettatori nel mondo l’opera di un vero Autore, di un grande regista indipendente, di un poeta, che può essere ammirata senza differenza da un pubblico cinefilo, colto, e popolare.

“Troisi poeta Massimo” ci racconta questo suo essere un artista totale, in un percorso raccontato attraverso le testimonianze visuali di Troisi e quelle, inedite e realizzate per l’occasione, di cari amici e colleghi: il nipote e collaboratore Stefano Veneruso, Enzo Decaro, Anna Pavignano, Gianni Minà, Carlo Verdone, Massimo Bonetti, Gaetano Daniele, Renato Scarpa, Massimo Wertmüller, Marco Risi.

Lungo l’itinerario, la mostra mette in risalto la dinamicità del genio campano, una forza non fisica, ma di pensiero. Un vulcano di idee in grado di creare continuamente su più livelli.

Un omaggio affettuoso per ricordare, a 26 anni dalla sua scomparsa, uno dei più grandi talenti comici italiani di tutti i tempi. Teneramente e fortemente presente nello sguardo di quei milioni di spettatori che ha fatto ridere, commuovere, rendendone la vita un po’ più incantevole.

Accompagna la mostra “Troisi poeta Massimo” un magnifico catalogo, edito da Istituto Luce – Cinecittà e Edizioni Sabinae, a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi, con decine di immagini private e d’archivio, saggi di approfondimento biografico, testi delle interviste ad amici e colleghi e apparati teatro – filmografici.

“Troisi poeta Massimo”, la mostra e il catalogo, e altre iniziative legate all’evento saranno presentati alla stampa giovedì 29 ottobre, alle ore 12 a Castel dell’Ovo, al Borgo Marinari sul Lungomare di Napoli, alla presenza dei curatori Nevio De Pascalis e Marco Dionisi, di Stefano Veneruso, dei rappresentanti di Istituto Luce Cinecittà e dell’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli Eleonora de Majo.

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