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Quartieri di Napoli

Napoli: arrivato il secondo dei nuovi treni metropolitana linea 1

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Napoli. E’ arrivato nella notte del 17 giugno, dal Porto di Saragozza, il secondo dei 20 nuovi treni per la Linea 1 della Metropolitana di Napoli, realizzati dalla societa’ spagnola Caf, Construcciones y auxiliar de ferrocarrilles.

 

Il treno, delle dimensioni di 108 m di lunghezza per un totale di 1.200 posti passeggeri, sara’ trasferito al deposito di Piscinola per il montaggio delle singole carrozze e le necessarie prove tecniche. La nuova flotta di treni, ha spiegato il Comune in una nota, sono dotati di moderni strumenti tecnologici con attenzione alle esigenze degli utenti a mobilita’ ridotta e consentiranno di ridurre sensibilmente i tempi di attesa aumentando il livello generale del servizio.

L’arrivo dei nuovi treni si e’ reso necessario sia per soddisfare le esigenze dei flussi di utenza costantemente in aumento, sia per il completamento delle nuove stazioni che porteranno alla chiusura dell’anello metropolitano della linea 1, con l’attivazione anche della Stazione Centro Direzionale prevista nel 2022. “Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato l’assessore Piscopo – di essere riusciti a garantire, in un momento difficile determinato dall’emergenza sanitaria, l’arrivo a Napoli anche del secondo treno della Linea 1 della Metropolitana, che entrera’ ufficialmente in esercizio nel 2021, in linea con il programma di dismissione dei vecchi treni.

Grazie a una positiva sinergia tra il Comune di Napoli, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Campania, la societa’ spagnola Caf, la nostra societa’ partecipata Anm saremo in grado di ampliare il numero dei convogli a disposizione dell’utenza, diminuendo cosi’ i tempi di attesa e garantendo piu’ elevati standard di sicurezza tecnologica e di comfort”, ha concluso l’assessore.

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Forcella

A Forcella pulizia e manutenzione delle storiche fontane cinquecentesche

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A Forcella, pulizia e manutenzione delle storiche fontane della “Scapigliata” e del “Capone”. L’intervento di riqualificazione è realizzato da istituzioni pubblico-private e associazioni del quartiere

 

 

Restituite alla bellezza originaria le due fontane cinquecentesche di Forcella.

Le fontane, dette la “Scapigliata” e il “Capone”, sono state oggetto di un accurato e attento intervento di ripulitura completa, curato da una ditta specializzata nel restauro, che ha, tra l’altro, rimosso tutti i graffiti vandalici che si sono accumulati nel tempo.

L’intervento rientra nelle azioni di progettazione di sistemazione e riqualificazione della zona di piazza Vincenzo Calenda e delle sue adiacenze, promosse dal partenariato costituito dalla fondazione Trianon Viviani, L’Altra Napoli onlus, l’associazione Agora e l’associazione dei commercianti del territorio A’Forcella, sotto la supervisione dell’assessorato al Verde urbano del Comune di Napoli e della Soprintendenza Archeologia, Belle arti per il comune di Napoli.

L’azione, dal valore fortemente simbolico, testimonia, in un periodo difficile e cupo, la volontà dei soggetti impegnati su territorio a riavviare insieme processi virtuosi in sintonia con il quartiere: «con il recupero delle due fontane – affermano i promotori – si arricchisce di un altro tassello la speranza del rilancio di Forcella e di Napoli».

Le fontane sono collocate vicine a piazzetta Forcella, lo slargo di via Egiziaca a Forcella di fronte all’ingresso principale dell’attuale ospedale Ascalesi e adiacenti al complesso dell’Annunziata. Furono realizzate nel 1541 da Giovanni Merliano, meglio noto come Giovanni da Nola, uno dei maggiori architetti e scultori del Seicento, per volontà del vicerè don Pedro de Toledo. nell’àmbito di importanti lavori di monumentalizzazione urbana che interessarono anche la rimodulazione di alcuni spazî dell’antico complesso dell’Annunziata, nel luogo dove un tempo sorgevano i lavaturi della Santa Casa, alimentati, così come i due mulini adiacenti, dall’antichissimo acquedotto della Bolla.

Al centro della fontana della Scapigliata fu posizionato un enorme scoglio in pietra lavica dal quale sgorgavano numerosi zampilli d’acqua, che, nel ricadere, ricordavano il morbido movimento di lunghe chiome “scompigliate”: da qui l’appellativo popolare della “Scapigliata”, ricordata anche da Camillo Napoleone Sasso nel 1856: “Nel fonte entra l’acqua per più cannoli, ma quello che fu ben immaginato dall’architetto è lo scoglio che nel centro è situato, dal quale esce con tanta abbondanza l’acqua in mirabile artificio in modo che sembra un padiglione: dall’acqua sì sgorgante il volgo gli dette il nome di Scapigliata. Il fonte di marmo sottoposto è grandissimo per dar comodo al popolo di colà di lavare i panni lini”. Successivamente, durante i lavori del Risanamento di fine Ottocento, il maestoso scoglio che troneggiava al centro della fontana, fu sostituito da una colonna sulla quale fu collocato lo stemma marmoreo del Comune di Napoli.

Il “Capone”, così detto per l’enorme testa dalla quale sgorga l’acqua, sorge a ridosso del muro perimetrale del complesso dell’Annunziata, secondo il gusto cinquecentesco di addossare le fontane a edificî pubblici. Accanto al mascherone di marmo bianco ve ne erano altri due similari, ma in bronzo e sfortunatamente andati perduti nel corso dei secoli.

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