Immuni, l’appello dei medici di famiglia: ‘Scaricarla è un gesto d’amore e può salvare delle vite’

Immuni, l’appello dei medici di famiglia: ‘Scaricarla è un gesto d’amore e può salvare delle vite’. «Scaricare l’app Immuni ci aiuterà a contenere nuovi possibili focolai e in definitiva ad evitare che con l’autunno possa ripetersi l’esperienza drammatica vissuta da febbraio».

È una voce unanime quella che si leva dalla FIMMG in Campania in favore dell’applicazione Immuni, che da lunedì 15 è ormai attiva in tutta Italia e che serve a tracciare e spezzare la catena del contagio. Dopo una settimana di sperimentazione in Liguria, Abruzzo, Marche e Puglia, l’app, basata su tecnologia Bluetooth, ha infatti debuttato nel resto del Paese. «Siamo pronti a dare ancora una volta il nostro contributo – spiega il segretario regionale vicario di FIMMG Vincenzo Schiavo – anche nell’aiutare i pazienti che magari hanno difficoltà nell’utilizzo dello smartphone. Dobbiamo implementare ogni possibile strumento che ci aiuti a non farci trovare impreparati quando in autunno potrà esserci una recrudescenza del virus. Abbassare la guardia sarebbe un errore molto grave».

Perni dell’assistenza e del contenimento nella fase 1, i medici della medicina generale si fanno avanti ancora una volta per dare sostegno alla tenuta del sistema sanitario nazionale. «I medici di famiglia – prosegue Schiavo – sono chiamati a giocare un ruolo cruciale in questa seconda fase così come ad ottobre e novembre, quando sarà il momento di avviare la campagna vaccinale contro l’influenza di stagione. Spero che quanti più cittadini possibile scelgano di fare un gesto d’amore verso se stessi e verso il prossimo, in modo particolare verso i soggetti più fragili, e scarichino l’app per dare il proprio contributo. Farlo significa salvare delle vite. Solo così si potrà tornare alla normalità convivendo con il virus in attesa che venga definitivamente debellato da un vaccino».
Il sistema è basato sulla tecnologia Bluetooth Low Energy e non utilizza dati di geolocalizzazione di alcun genere, inclusi quelli del GPS. L’app non raccoglie e non è in grado di ottenere alcun dato identificativo dell’utente, quali nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o indirizzo email. Immuni riesce quindi a determinare che un contatto fra due utenti è avvenuto, ma non chi siano effettivamente i due utenti o dove si siano incontrati.

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Pubblicato da
Antonio Carlino
Tags: Medici

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