Il Tribunale del Riesame di Napoli ha parzialmente annullato la misura cautelare emessa dal gip di Napoli nei confronti Antimo Cesaro, fratello del senatore Luigi Cesaro, sostituendo il carcere con gli arresti domiciliari.

 

Difeso dagli avvocati Claudio Botti e Fabio Fulgeri, l’imprenditore e’ stato messo in carcere lo scorso 9 giugno mentre per i fratelli Aniello e Raffaele, coinvolti nella stessa inchiesta, il gip aveva disposto i domiciliari. Nell’ambito dell’operazione del Ros “Antemio”, sui legami tra politica, e imprenditoria a Sant’Antimo, i carabinieri hanno notificato 38 arresti in carcere e 18 ai domiciliari.

La Procura di Napoli aveva chiesto anche l’arresto del senatore non concesso dal gip. Aniello, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ha spiegato di essere una vittima del clan Puca (indicato dagli inquirenti socio ”occulto” del noto centro diagnostico Igea di cui e’ titolare Antimo) al quale sarebbe stato costretto a versare “il pizzo”.



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