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Curiosita e Passatempo

Il momento giusto per passare dalla carrozzina al passeggino

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Con la crescita del pancione e l’approssimarsi del parto si fa sempre più sentire l’esigenza di acquistare oggetti e accessori utili per il benessere e la crescita del nuovo arrivato, anche se in molti Paesi la scaramanzia vuole che non si compri nulla fino alla nascita. Superstiziosi o meno, la domanda che tutti i neogenitori si pongono è sempre la stessa: meglio il o la carrozzina? E soprattutto qual è l’età giusta per cominciare a utilizzarli?

 

In questo post vi forniremo tutte le risposte necessarie a risolvere i vostri dubbi e, a chi volesse acquistare i migliori prodotti dedicati alla prima infanzia, ricordiamo che sul nostro sito piccoloeforte.it sono presenti delle sezioni apposite che vi aiuteranno a scegliere le soluzioni più adatte alle esigenze del vostro frugoletto.

 

Le prime passeggiate all’aria aperta

 

Con l’arrivo della bella stagione portare a passeggio il proprio bambino diventa una necessità assolutamente imprescindibile, sia per stimolare il suo sviluppo psicofisico sia per permettere alla neomamma di staccare dalla quotidianità della vita familiare. Durante le prime uscite, però, è necessario adottare alcuni piccoli accorgimenti per non avere alcun tipo di problema e godersi l’aria aperta all’insegna della sicurezza e del comfort.

 

Fino ai 3-4 mesi il “mezzo di trasporto” più adatto per portare a spasso il bebè è sicuramente la carrozzina, anche se negli ultimi tempi molti genitori preferiscono optare per il babywearing utilizzando un marsupio o una fascia elastica.

 

Per chi si sposta spesso in macchina, un accessorio assolutamente indispensabile è sicuramente l’ovetto, da agganciare direttamente al sedile dell’auto e poi allo stesso telaio della carrozzina per trasportare il piccolo in una posizione comoda, che non gli affatichi la schiena e gli permetta di guardarsi intorno.

 

Tuttavia, per le passeggiate più lunghe si consiglia di usare la navicella, poiché la struttura particolarmente raccolta dell’ovetto garantisce sì più stabilità in caso di impatti e sballottamenti, ma limita al contempo i movimenti del neonato e il corretto sviluppo di alcune zone del corpo, come il collo e la testa.

 

I vantaggi del passeggino

 

Appurato che durante i primi mesi è preferibile usare la navicella o la carrozzina per trasportare il bimbo in posizione comoda, resta ora da capire qual è il momento giusto per passare a una soluzione più da “grandi” come il passeggino.

 

Oltre a essere più comodo da spostare grazie a una struttura facilmente richiudibile su se stessa che occupa pochissimo spazio in casa o in auto, lascia al bimbo un’ampia libertà di movimento, permettendogli così di scoprire il mondo che lo circonda.

 

Se già non vedete l’ora di portare in giro il vostro pargoletto a bordo di un bel modello all’ultima moda, non saremo di certo noi a frenare il vostro entusiasmo ma dobbiamo comunque mettervi in guardia dall’avere troppa fretta.

 

Sì, perché a dispetto di quanto si possa pensare non esiste una regola univoca valida per tutti i bambini, ma bisogna ponderare la decisione con estrema cautela valutando l’età e le caratteristiche fisiche del piccolo “passeggero”.

 

In effetti, la differenza principale rispetto alla carrozzina è che il bimbo viene rivolto verso l’esterno, quindi potrà godere appieno degli stimoli esterni ma con un maggiore rischio di sporgersi e cadere se troppo piccolo.

 

Ricordate, inoltre, che il passeggino accompagnerà vostro figlio nelle successive fasi di crescita, quindi conviene fare una scelta lungimirante per evitare di incorrere in successivi e dispendiosi acquisti.

 

Il momento giusto

 

In genere, gli esperti consigliano di usare il passeggino intorno ai 5-6 mesi, o meglio quando il bebè è in grado di stare seduto autonomamente in posizione eretta. A differenza della carrozzina, infatti, il bimbo non si troverà più sdraiato ma con la schiena appoggiata direttamente allo schienale, che durante i primi periodi andrà sempre tenuto leggermente inclinato per consentirgli di abituarsi gradualmente al cambio di postura, senza che i muscoli del collo e della colonna vertebrale ne risentano.

 

Qualora non possiate fare affidamento sull’età di vostro figlio per decidere se è arrivato il momento di passare al passeggino, ci sono comunque alcuni segnali che possono aiutarvi a capire quando abbandonare definitivamente la carrozzina.

 

Per esempio, quando inizia a dare i primi segni di autonomia, sviluppando la propria capacità di sollevarsi e stare in posizione seduta prima del tempo; oppure quando comincia a manifestare chiaramente il suo interesse verso gli stimoli esterni e il mondo che lo circonda.

 

Infine, un altro elemento da valutare attentamente prima di portare il pargolo a passeggio nel suo nuovo passeggino è il periodo dell’anno in cui ci si trova e il clima esterno. All’interno della carrozzina, infatti, il piccolo era completamente protetto dagli agenti atmosferici, mentre per le uscite con il passeggino sarà necessario attrezzarsi con tutto l’occorrente per evitare bruschi sbalzi di temperatura o pericolose scottature solari; pertanto, bisognerà prestare maggiore attenzione a cosa mettere dentro la borsa cambio per essere pronti a qualsiasi evenienza.

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Curiosita e Passatempo

Olimpiadi e soldati romani: le origini inaspettate del gioco

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Storia ed evoluzione del gambling moderno

 

Le origini dei più famosi giochi moderni spesso sono avvolte dal mistero, tanto che in molti casi è difficile ripercorrerne gli sviluppi nel tempo. Per questo LeoVegas ha creato l’infografica “Paese che vai, gioco che trovi: storia e origini dei giochi più famosi nel mondo così da analizzare le varie tappe storiche del gioco.

 

 

Le prime testimonianze risalgono addirittura ai tempi della Grecia e dell’Antica Roma: durante le Olimpiadi nacquero le prime scommesse sportive, mentre i romani, oltre a giocare durante i Saturnali, crearono un gioco simile a una ruota della fortuna. Altre due tappe fondamentali in questo percorso storico sono la diffusione del Caturanga nell’India del VI secolo, l’antenato più simile ai moderni scacchi, e l’invenzione della carta nell’Asia del X secolo, fondamentale per la nascita del gioco di carte più antico al mondo, il Ganjifa.

 

Bisogna però attendere il 1400 per le prime testimonianze di carte da gioco in Europa, dove arrivarono grazie agli scambi con il Medio Oriente: le nostre carte da gioco odierne derivano quindi da quelle utilizzate dai Mamelucchi, che giocavano con mazzi da 52 carte divisi in 4 semi.

 

Poker, roulette e blackjack: le origini di quelli che sono i giochi oggi più diffusi risalgono al periodo tra il XVI e il XVIII secolo tra Italia, Persia e Francia. Proprio nel nostro Paese è stato inaugurato nel 1638 il primo casinò, ovvero il Ridotto di Venezia.

 

Infine, più recenti sono la nascita delle slot machine (fine 800) e delle video slot (anni ‘70) e lo sviluppo del Texas Hold’Em che dagli anni ’60 ha spopolato in tutto il mondo. Arrivando ai giorni nostri, l’ultima tappa di questo percorso storico sono le piattaforme web e il gioco online, compresa la modalità live che ha trasformato ulteriormente il mondo del gambling.

 

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