Spoleto Arte: al Tgcom24 i ritratti dolomitici del fotografo Sambucco

Gino Maria Sambucco, biofornaio per professione, fotografo per passione, è protagonista del nuovo appuntamento firmato Tgcom24 e dedicato all’arte ai tempi del Coronavirus. A unire pane e foto l’unicità della cornice in cui vive e lavora: la montagna. Una montagna che ha lasciato il segno alle mostre organizzate da Spoleto Arte.

Ed è proprio la natura che costituisce l’elemento imprescindibile per la produzione dolciaria e di panetteria di ordine biologico. Un campo, quello della panificazione, tramandato da generazioni in famiglia e che ha deciso di abbracciare con lo stesso cuore genuino con cui si rivolge alle vette. La scintilla per queste ultime scatta ai tempi del liceo e da allora l’artista si dedica con fervore a immortalare la storia e il paesaggio della sua terra.

Codroipo, Udine e Belluno guadagnano il podio per numero di scatti, tuttavia Sambucco ha già pensato di estendere la sua ricerca al Friuli e al Trentino, avanzando nella conquista tutta personale delle Dolomiti. Ma, forse, così personale poi non è. Le sue fotografie infatti non hanno come unico scopo quello documentaristico, puramente descrittivo. Non vogliono essere solamente “rimirate”.

A dominare il gesto con cui decide di fotografare le montagne è il rischio che scompaiano, che la magia di quell’istante vada perduta per sempre. Ma, più ancora del timore, è l’amore sconfinato per le alture che gli fa notare il lato positivo, giocoso con cui ci si può avvicinare tanto alla fotografia quanto alla natura. Nei tratti scoscesi, nei profili che si stagliano tra le luci e le ombre, tra le nuvole e la neve, vivono personaggi divini, contemporanei, fiabeschi. Le Dolomiti svelano storie preziose tutte da interpretare. Ed è la gioia di queste epifanie che ha portato Sambucco alla condivisione di questi attimi di pura meraviglia.

Con l’utilizzo delle fotocamere digitali, l’aspetto più giocoso si fa sentire maggiormente perché “si possono ottenere effetti simpatici e pieni di colore che attirano l’attenzione”. Ecco allora che la sua ricerca fotografica si divide in realistica e in pittografia, con la quale scopre altri soggetti oltre alle montagne. D’altro canto la sua lungimiranza valica senza timori il regno della realtà, per lasciarsi trasportare dall’immaginazione… Sambucco spera infatti che “la nostra fantasia possa interagire con la tecnologia per darci immagini ben definite, anche in 3D, e ologrammi per raccogliere quanto la stupefacente natura ci offre in modo da fonderlo con l’inventiva”. Se il tutto avviene tramite fotocamera, tanto meglio.

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Pubblicato da
Regina Ada Scarico

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