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Acerra, un drone per vigilare sugli assembramenti: la decisione del sindaco Lettieri

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Acerra. Emergenza Coronavirus, il sindaco di Acerra ha disposto l’utilizzo di un drone per impedire gli assembramenti. Nel paese in provincia di Napoli la polizia municipale ha cominciato adusare un drone un drone in dotazione al nucleo locale di protezione civile, per scongiurare gli assembramenti ed il possibile contagio da Covid19 e far rispettare le disposizioni del Governo. “Stiamo utilizzando tutti i mezzi possibili – ha detto il sindaco Raffaele Lettieri – pur di far capire alle persone che devono restare a casa se si vuole scongiurare il contagio. Stiamo dando spazio anche all’immaginazione, ed è per questo che stiamo sperimentando l’utilizzo del drone che vola sulla città alla ricerca di assembramenti”. Una volta individuati i gruppi di persone, gli addetti al volo del drone allertano gli agenti della polizia municipale che si recano sul posto per effettuare i dovuti controlli. Nei giorni scorsi Lettieri ha fatto diffondere messaggi di allerta per le strade cittadine anche in inglese, francese ed arabo per arrivare agli stranieri presenti sul territorio. Numerose le denunce per la mancata osservanza delle varie ordinanze che invitano i cittadini a restare a casa.

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Acerra

Il vescovo di Acerra al Papa: ‘Grazie per attenzione alle nostre terre’

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“Ancora una volta diciamo grazie a Papa Francesco per la sua speciale attenzione alle nostre terre, alle diocesi piu’ colpite dall’inquinamento e alle sofferenze della gente”.

 

Lo afferma il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, commentando le parole di oggi del Papa che, durante la preghiera del Regina Coeli, ha ricordato la sua mancata visita nella Terra dei fuochi che doveva avvenire oggi, e la promessa del Pontefice ad effettuarla non appena possibile. “La promessa del Pontefice di recuperare questa storica visita appena possibile – dice Di Donna – rappresenta una nuova iniezione di fiducia e di speranza per riprendere questo impegno, per le famiglie, in modo speciale quelle dei bambini e dei ragazzi colpiti dalla malattia, perché nelle nostre terre si continua a morire per l’emergenza ambientale”.

 

Il presule ha sottolineato che le parole del Papa di oggi “sono di ulteriore incoraggiamento a non abbassare la guardia di fronte al dramma ambientale che rischia di passare in secondo piano in questo tempo di emergenza sanitaria da pandemia. Lo aspettiamo ancora e speriamo di vederlo presto”. Questa mattina Papa Francesco avrebbe dovuto incontrare ad Acerra i vescovi, parroci e sindaci dei Comuni dei territori della Terra dei Fuochi tra Napoli e Caserta. “L’incoraggiamento del Papa – conclude monsignor Di Donna – è infine una esortazione, cinque anni esatti dopo la pubblicazione dell’ enciclica Laudato sì sulla cura della casa comune, a verificare, anche nella Chiesa, lo stato di accoglienza di quel profetico documento, soprattutto nell’anno che Papa Francesco ha indetto da oggi al 24 maggio del 2021 dedicato alla Laudato sì”.

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Napoli, truffa 4100 euro ad anziana di Posillipo: arrestato 26enne di Acerra

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Napoli. Aveva appena truffato un’ottantenne di Posillipo, spillandole 4100 euro. L’aveva contattata e spacciandosi per il nipote le aveva chiesto di consegnare ad un corriere il denaro in cambio di un pacco. In giornata l’avrebbe raggiunta e le avrebbe restituito la somma anticipata.

 

Il finto “nipote” e “corriere” – Pasquale Cantice, 26enne di Acerra già noto alle forze dell’ordine – è stato però fermato e controllato in Via Manzoni da una pattuglia della Compagnia Vomero, impegnata in un vasto servizio di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli: nelle sue tasche l’intera somma di denaro.

Grazie ad una rapida attività d’indagine, supportata anche dalle dichiarazioni rilasciate in denuncia dall’anziana, i carabinieri del Nucleo Operativo del Vomero e quelli della stazione di Posillipo hanno accertato che il denaro fosse provento della truffa appena consumata.
Il 26enne si è finto suo nipote e in una telefonata ha chiesto alla donna di accettare un pacco ordinato giorni prima sul web. Al corriere – ha continuato nella sua farsa – avrebbe dovuto consegnare la somma di 4100 euro quale prezzo dell’oggetto acquistato. Cadendo nel tranello, la vittima ha accolto il finto corriere, ricevuto il pacco e consegnato la somma.
Nella confezione solo un vecchio volume di un’enciclopedia medica.
Il 26enne – arrestato per truffa aggravata – è stato rinchiuso nel carcere di Poggioreale. Il denaro è stato restituito alla vittima.

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Agguato ad Acerra: ucciso uomo di 55 anni

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Agguato in via Calzolaio, ad Acerra. Un uomo Pasquale Tortora di 55 anni è stato ucciso a colpi di arma da fuoco vicino alla sua abitazione. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Castello di Cisterna.

 

Pasquale Tortora era il fratello di Domenico, ras di una cosca camorristica locale, meglio noto in zona come “O’ stagnar” e in carcere per omicidio. Il 55enne si trovava nei pressi della propria abitazione quando è stato raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco. Sono in corso indagini dei carabinieri. Secondo una prima ricostruzione – si trovava nel cortile della sua abitazione, in via Calzolaio, 45, nel centro della cittadina, quando è stato raggiunto poco prima delle 14 da uno o più sicari che gli hanno sparato alla testa, uccidendolo sul colpo. Il pregiudicato era il fratello di Domenico Tortora, in passato reggente dell’ omonimo clan camorristico, che sta scontando l’ ergastolo. Pasquale Tortora aveva scontato una condanna per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di droga ed era uscito dal carcere da un paio di anni. In passato – secondo fonti investigative – sarebbe stato legato al clan Piscopo di Casalnuovo. I carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna stanno ricostruendo la dinamica dell’ agguato e gli attuali collegamenti della vittima con la criminalità organizzata.

“La camorra è ritornata a sparare e a seminare sangue e panico tra le nostre strade. Questa volta è stato ammazzato uno di loro ma che succederà se la prossima volta un proiettile vagante oppure una svista farà un altro morto tra la cittadinanza, piangeremo un’altra vittima innocente della camorra? No, non possiamo assolutamente permettere che possa accadere una cosa simile, il problema va fermato a monte, bisogna fare la guerra ai camorristi, con interventi duri delle forze dell’ordine e della magistratura, controlli, indagini, pene severe e facendo restare i boss in carcere e non certo scarcerandoli usando come scusa il coronavirus. Le nostre strade stanno già diventando degli scenari da Far West, se i boss continuano ad uscire di galera qui sarà l’inferno in terra.”- ha dichiarato Il Consigliere Regionale dei verdi Francesco Emilio Borrelli.

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