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venerdì, Aprile 3, 2020

Al MANN 3.000 reperti in mostra dal Paleolitico all’Età del Ferro

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Il MANN riapre una sezione chiusa da tempo ai visitatori con un restyling luminoso e colorato che accompagna i visitatori lungo un viaggio a ritroso nel tempo fino a quattrocentocinquantamila anni fa. Si tratta di 3.000 reperti dal Paleolitico Inferiore all’Età del Ferro, in otto sale su tre livelli per oltre 1000 mq del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
“Un racconto nuovo per il cammino più antico dell’uomo – spiega Paolo Giulierini, direttore del MANN – con la riapertura della sezione Preistoria e Protostoria ritroviamo, dopo un quarto di secolo, il senso di una collezione identitaria. Grazie a un imponente e meticoloso lavoro di riallestimento e valorizzazione dei preziosi reperti campani e meridionali, per il visitatore da oggi sarà più facile orientarsi tra le ere, comprendere l’evoluzione umana ma anche approfondire la conoscenza del nostro territorio e immaginare quando nel Paleolitico, per fare solo un esempio, l’isola di Capri, tutt’uno con la terra, era abitata da ippopotami e rinoceronti”.
La visita, negli spazi del primo piano accanto al Salone della Meridiana e alla collezione Magna Grecia, è ricchissima: dai tesori delle Grotte di Pertosa e Zachito, ai preziosi pezzi di Suessula alle altrettanto straordinarie le testimonianze della necropoli di Calatia, sepolcreto, del 700 a.C. sfarzosamente ornato con gioielli in oro, argento, bronzo, osso e ambra. In esposizione, oltre cento vasi d’impasto, argilla figulina e bronzo, così come utensili riferibili al banchetto tra questi, il lungo coltello e gli spiedi. Rispetto alla collezione storica, che nasce ad inizio del 1900, si possono vedere, mai esposti i 50 reperti dal Paleolitico di materiale litico dell’alto Casertano. ”Quella della Preistoria vogliamo sia una sezione viva: dal prossimo 29 aprile ospiterà la sua prima mostra, dedicata al maestro del fumetto francese Moebius, in collaborazione con Comicon – anticipa Giulierini conducendo tra le sale la vedova del celebre artista che amava l’archeologia – perché come nell’arte, da Cèzanne a Pablo Picasso a Paul Klee, da Joan Miro fino a Keith Haring, c’è tanta preistoria anche nella cultura contemporanea e nel nostro immaginario pop. Ad ognuno quindi le sue suggestioni, con l’invito per il pubblico di ogni età a ritrovarle qui e a riflettere sull’evoluzione umana”. Curatori Floriana Miele, Giovanni Vastano ed Emanuela Santaniello, coordinamento artistico dell’allestimento e’ di Andrea Mandara e per la grafica di Francesca Pavese. Tra le novità, il laboratorio tattile ‘Il museo a portata di mano’. Riaperte anche le due sale dedicate a Ischia dal Neolitico all’eta’ arcaica (inizio VI sec. a.C.) con la ricostruzione in scala 1:1 dell’edificio ovale di Punta Chiarito. Fino al 31 maggio la visita può essere abbinata alla mostra Lascaux 3.0 che propone la ricostruzione della cosiddetta Cappella Sistina della preistorià. E al 30 aprile al 7 settembre nella Preistoria arriverà ‘Moebius, alla ricerca del tempo’.

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