Se sul campo l’Inter vive un periodo di appannamento, al di fuori dal rettangolo verde l’entusiasmo resta dilagante. Merito del terzo colpo di questo sontuoso mercato di gennaio: il più complicato, il più sofferto, ma al tempo stesso il più importante. Christian Eriksen, con buona pace di Victor Moses ed Ashley Young (già in campo e prezioso contro il Cagliari), è il gioiello che Beppe Marotta ha regalato ad Antonio Conte per provare a tenere testa in questa seconda parte di stagione alla Juventus. Fosforo e piedi buoni in mezzo al campo che potranno tornare utili nella lotta scudetto. La nuova avventura italiana del centrocampista danese, arrivato dal Tottenham con sei mesi d’anticipo rispetto alla naturale scadenza di contratto, è iniziata in mattinata con lo sbarco all’aeroporto di Linate. Successivamente, sneakers bianche ai piedi e giaccone sportivo, con tanto di cappuccio, sulle spalle, Eriksen si è recato come da prassi prima alla clinica Humanitas di Rozzano per le visite mediche e successivamente al Coni per l’idoneità sportiva. Di tappa in tappa sempre più tifosi si sono aggregati alla corte dell’ex giocatore dell’Ajax, la squadra in cui è esploso nel grande calcio. Un pollice in alto, un saluto dalla finestra agli oltre 100 sostenitori nerazzurri che lo aspettavano dopo i test di rito, aspettando la firma sul contratto che lo legherà al club nerazzurro per i prossimi quattro anni e mezzo. Ai primi passi da giocatore dell’Inter fuori dal campo seguiranno, spediti, quelli sul prato di Appiano Gentile. Perché Antonio Conte, già alle prese con gli acciacchi di Gagliardini e Brozovic e con un Vecino ormai ai saluti, ha la coperta corta a centrocampo. E, considerando i tre pareggi in successione, non può più permettersi di inciampare in campionato per evitare che la Juve scappi. Nel 3-5-2 mantra del tecnico salentino per Eriksen si configura un ruolo da mezzala di qualità, che possa dare una mano in fase di costruzione e – perché no – contribuire anche in zona gol come accaduto negli ultimi anni in Premier League. Anche la capacità del danese sulle palle inattive, di cui è uno dei migliori interpreti in assoluto, potrà rivelarsi utile, soprattutto nelle partite più difficili da sbloccare. Ecco perché quindi l’ultimo arrivato quasi sicuramente verrà convocato per la trasferta di Udine. Anche se l’obiettivo è averlo abile e arruolabile al 100% per il derby della settimana successiva. Per l’esordio alla Scala del calcio in uno dei match più sentiti dell’anno.

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