Tre partite di fila in casa, tre tentativi per dire se il Napoli e’ rinato o e’ ancora in coma. E’ questa la sfida che comincia domani al San Paolo per gli azzurri e per Rino Gattuso contro la Fiorentina che da’ l’avvio al girone di ritorno dopo un’andata chiusa a 24 punti, 20 in meno di un anno fa. Un disastro da mettersi alle spalle anche se Gattuso e’ prudente: “Abbiamo tre partite – dice – molto importanti in otto giorni, ma ora pensiamo solo alla Fiorentina perche’ sappiamo che sara’ dura ma vogliamo i tre punti. Non possiamo pensare a Lazio e Juve ora. Domani ci giochiamo tanto sia a livello mentale che di classifica”. Gia’ perche’ il Napoli ha bisogno di una svolta, di ritrovare convinzione e consapevolezza per poter puntare alla risalita. E ha bisogno del San Paolo, senza cori e bandiere ormai da settimane per lo sciopero delle curve. Gattuso suda e tiene i calciatori 5-6 ore a Castel Volturno, il club gli ha dato i due centrocampisti che voleva, Demme e Lobotka, che domani saranno in panchina, e ha gia’ preso un nuovo centrale difensivo per il prossimo anno, Rrahmani dal Verona che oggi ha fatto le visite mediche. Servirebbe domani, pero’, visto che la difesa continua a essere un pronto soccorso: “Mi mancano giocatori importanti – spiega Gattuso – a partire dal problema in difesa dove mancano Maksimovic e Koulibaly e poi manca ancora Mertens. Ora cerchiamo di mettere la squadra migliore in campo”. Dietro sono out anche i lungodegenti Malcuit e Ghoulam e lo squalificato Mario Rui, la formazione e’ un’architettura con Manolas e Di Lorenzo probabilmente centrali e Hysaj e Luperto sulle fasce. In panca l’unico difensore e’ Tonelli. Novita’ confermata in porta, con Ospina titolare: “Meret – afferma il tecnico – e’ un patrimonio del Napoli, Ospina ha un vissuto diverso, ora cerco questo tipo di gioco ed e’ un pizzico piu’ avanti Ospina. Meret non sta lavorando con continuita’, ha ancora fastidi al fianco, e’ normale che se cerco il palleggio da dietro Ospina e’ piu’ avanti”. A palleggiare ci pensera’ il centrocampo con Allan, Fabian Ruiz e Zielinski in attesa che Demme e Lobotka si mettano in pari con schemi e gambe: “Ci possono dare cose importanti – dice Gattuso – vedo gia’ in allenamento che la palla corre meglio e poi serve pressione su tutti per decidere chi gioca”. Il turn over scattera’ presto, insomma, mentre davanti si aspetta il rientro di Mertens e domani tocca ancora a Milik cercare il gol sostenuto da Callejon e Insigne, servira’ una svolta anche sotto porta dove il raffronto con lo scorso girone d’andata parla chiaro: 37 gol fatti allora, 28 oggi. “Finora abbiamo lavorato piu’ su difesa e centrocampo – spiega Gattuso – perche’ al tiro ci arrivi col gioco, se segui l’azione. Ora il nostro problema e’ riempire l’area con la mezz’ala opposta, con l’esterno. Occasioni ne abbiamo ma le sbagliamo, siamo credo la squadra in Europa che ha preso piu’ pali. Dobbiamo migliorare nel riuscire a buttarla dentro”. Ordine e grinta dietro, cervello al centro, mira davanti. I pezzi ci sono, Gattuso vuole che funzionino.(

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