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Quartieri di Napoli

Tragedia sfiorata a Soccavo, due grossi alberi abbattuti dal maltempo, la IX Municipalità: ‘Necessaria la manutenzione’

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Tragedia sfiorata nel quartiere di Soccavo. Intorno alle 16 due alberi dall’altezza di circa 5 metri sono precipitati al suolo a via Po, una importante strada della zona denominata “dei fiumi” nel quartiere di Soccavo. Il crollo degli alberi non ha causato vittime, ma ha distrutto alcune auto in sosta.
“Da diverse settimane segnalavamo al Comune di Napoli la necessità di intervenire sugli alberi ad alto fusto nel nostro territorio – la posizione ufficiale della IX Municipalità guidata dal presidente Lorenzo Giannalavigna – scontiamo anni di mancata manutenzione sulle alberature ad alto fusto e, nell’ultimo periodo, possiamo contare solo sul generoso apporto dei Vigili del Fuoco che si stanno in pratica sostituendo al lavoro dei giardinieri del Comune. In questi giorni è stato chiuso in via precauzionale il cimitero di Pianura, in attesa di interventi di manutenzione da parte del Comune su alcuni cipressi. Attendiamo analogo intervento anche sul cimitero di Soccavo, dove alcuni grossi alberi rischiano di provocare incidenti.

E’ una situazione non più tollerabile. La città non può essere governata in questo modo e, specie con le continue emergenze legate al maltempo, non è concepibile che gli interventi sulle alberature ad alto fusto nella diretta responsabilità del Comune causino danni e mettano a rischio l’incolumità dei nostri concittadini”.

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Cronaca

Rapina Rolex napoletano in trasferta grave in ospedale a Milano: si è schiantato nella fuga

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E’ ricoverato a Milano in fin di vita una noto rapina Rolex napoletano in trasferta. Si tratta di Espedito Torino, 46anni originario del rione Sanità.

 

L’uomo ,secondo la ricostruzione fatta dalla polizia si è schiantato contro un palo con il scooter curante la fuga dopo aver commesso uno scippo da 38mila euro per un Patek Philippe. L’uomo- come anticipa Il Mattino- faceva parte di una batteria di rapjna Rolex cosiddetti trasfertisti che mettono a segno i colpi con la famosa tecnica dello specchietto. E’ accaduto lo stesso tre giorni fa quando Torino insieme con due complici in sella a un secondo scooter , dopo aver adocchiato vittima, sono entrati in azione.

Poco prima delle 18.30 in piazza della Repubblica un complice di Espedito Torino ha affiancato una Porsche urtandone lo specchietto. Quindi il noto rapinatore è arrivato con un secondo scooter insieme con un terzo complice strappando il Patek Philippe dal polso del guidatore. Ma questi non si è arreso e ha rincorso in auto i banditi. Pochi metri e Torino con lo scooter si è schiantato contro il palo. Il complice che era seduto sul sellino posteriore è risuscito a rialzarsi facendo perdere le sue tracce. Sul posto sono arrivati ambulanza e polizia. Torino è stato trasportato al Policlinico in prognosi riservata per le fratture al bacino, alle costole, al braccio ed un trauma cranico. Gli investigatori stanno accertando la dinamica attraverso la visione delle immagini delle telecamere della zona. E intanto è caccia ai due complici del rapinatore napoletano.  Torino non è nuovo a “imprese” del genere. Era già stato arrestato sempre a Milano nel 2009 per la rapina di un Rolex e nel 2016. Con la sua banda, aveva anche rapinato il Rolex al viceallenatore del Milan, Nenad Sakic.

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A Natale del 2018 a Torino invece trovò la morte un altro specialista rapina Rolex in trasferta. Si tratta di Nunzio Giuliano, figlio del noto boss pentito di Forcella, Guglielmo Giuliano. L’uomo, 36 anni mori il 30 dicembre del 2018 dopo oltre un mese di agonia all’ospedale Cto di Torino.

 

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Cronaca Napoli

Siani, 35 anni dopo e’ giornalista professionista

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Giancarlo Siani, giornalista professionista. A 35 anni dall’omicidio del cronista de Il Mattino, ucciso dalla camorra, l’Ordine nazionale e l’Ordine regionale dei giornalisti hanno consegnato il tesserino bordeaux alla famiglia di Giancarlo.

Aveva 26 anni e muoveva i suoi primi passi nel mondo del giornalismo quando la sera del 23 settembre 1985, sotto casa sua, fu ucciso per gli articoli che aveva scritto sulla camorra a Torre Annunziata, provincia di NAPOLI, e la commistione tra politica e malaffare per gli interessi economici del post terremoto dell’80. Giancarlo, quella sera, sotto casa, non ebbe scampo. I sicari gli scaricarono addosso i caricatori. Ucciso per chiudergli la bocca, dunque. Ma forse i suoi assassini e i mandanti di quell’omicidio non immaginavano che, negli anni, il suo ricordo non sarebbe sbiadito, ma che, giorno dopo giorno, sarebbe diventato sempre piu’ forte. Contro la camorra, nelle parole di Roberto Fico, presidente della Camera, “siamo in una guerra di trincea e dobbiamo vincerla, vicolo per vicolo, partendo dall’esempio di Giancarlo Siani”. “Come Stato abbiamo le carte in regola per vincere – ha detto alla cerimonia organizzata con la Fondazione Giancarlo Siani Onlus e la Fondazione Polis – Dobbiamo darci l’obiettivo di sconfiggere la criminalita’ organizzata e la cultura di quella criminalita’ per vivere in un Paese in cui non esistano piu'”. In una lettera del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pubblicata da Il Mattino, il Capo dello Stato ha evidenziato che “Giancarlo Siani fu ucciso proprio per il lavoro svolto, per l’onesta’ e l’intelligenza con cui onorava il diritto alla libera informazione, raccontando i delitti della malavita e le trame di chi ne tirava le fila. E’ stato testimone del miglior giornalismo”. Oggi la tradizionale deposizione di fiori alle rampe Siani, ma anche altro.

E’ stata, infatti, distribuita la nuova edizione del libro che raccoglie i suoi articoli:’ “Le parole di una vita. Gli scritti giornalistici di Giancarlo Siani” (IODedizioni), a cura di Raffaele Giglio, presentato da Carlo Verna e Ottavio Lucarelli, rispettivamente presidente nazionale e regionale campano dell’Ordine dei giornalisti. In edicola con Il Mattino, invece, e’ stato distribuito “Giornalista giornalista”, che contiene 33 articoli tratti dall’opera omnia “Giancarlo Siani, le parole di una vita”. Ed ancora, con l’edizione partenopea di Repubblica, e’ in distribuzione “La stampa addosso”, edito da Repubblica, in collaborazione con Guida Editori, di Armando D’Alterio, il magistrato che, con le sue inchieste, ha contribuito a fare luce sull’omicidio di Giancarlo. “Oggi Giancarlo rivive non solo attraverso il suo volto sorridente di giovane di 26 anni – ha detto il fratello Paolo Siani – ma parla ai napoletani: e’ il segnale che le cose si modificano, ma ci vogliono impegno, coraggio e perseveranza”. “Giancarlo era animato da passione civile – ha commentato don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, tra i premiati della 17esima edizione del Premio Siani – Quello di Giancarlo era giornalismo come etica della conoscenza, come ricerca e coraggio della verita’”. A ricordare Siani, anche il sindaco di NAPOLI, Luigi de Magistris: “Raccontava l’intreccio tra camorra e politica, storie fondamentali per la democrazia e lo sono ancora oggi nel momento in cui le mafie, con forme diverse rispetto all’85, continuano a occupare e inquinare spazi rilevanti della democrazia”.

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