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Avellino e Provincia

Cantine Aperte a San Martino: a Tufo (Av) evento del Movimento Turismo del Vino dedicato all’autunno

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Caldarroste, , camino e un menu d’eccezione per celebrare l’autunno. Domenica 17 novembre a (Avellino) giornata in cantina presso “Terre D’Aione” per “Cantine Aperte a San Martino”: nel cuore dell’Irpinia iniziativa promossa dal Movimento Turismo del Vino, in programma a partire dalle ore 11.00 presso Terre D’Aione con il raduno dei partecipanti per la visita al vigneto ed in cantina alla scoperta dell’azienda. A seguire “Assaggio d’autunno”, per celebrare il magico momento di “raccolta” dinanzi al fuoco con caldarroste, vino e bruschette al lardo di suino nero, che anticiperà l’atteso pranzo a cura della Chef della Compagnia del Ragù – Ristorante La Marchesella, chiocciola Slow Food tra le migliori osterie d’Italia, con un menu ideato appositamente per festeggiare l’inizio dell’autunno e San Martino, che spazierà da “La Tradizione” al “Viaggio nel Tempo”.
Il menu, sul tema “Il porco, i funghi, le castagne e il vino novello”, vedrà in tavola zuppetta di fagioli cannellini con castagne di Montella e crostini, pacchero in tempura ripieno con ricotta al basilico, gateau ripieno con salsiccia, friarielli e provola, parmigiana di melanzane al ragù di maiale pesante, paccheri con zucca lunga, salsiccia di suino nero, funghi porcini e provola affumicata, fletto di maialino cotto a bassa temperatura con croccante di nocciole e mela annurca, patate al forno alle erbe fini, flan con cuore tenero di cioccolato fondente e crema bianca al rhum. Il costo è di €30 a persona vini esclusi (ingresso acquistabile sul posto o su www.eventbrite.it); info e prenotazioni presso Terre D’Aione ai numeri 0825.998353 oppure 339.8572619 o via email a segreteria@terredaione.it oppure presso Ristorante La Marchesella ai numeri 081.8945219, 333.6878357.

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Area Vesuviana

Va in pellegrinaggio a San Gerardo e muore al ristorante

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Sconcerto a Striano, piccolo centro dell’area vesuviana, per la notizia dell’improvvisa morte di Renato Vivace. L’uomo era in visita al Santuario di San Gerardo Maiella insieme a un gruppo di fedeli.

 

Un pellegrinaggio che da un momento di fede si è trasformato in lutto quando, all’interno del ristorante dove avevano scelto di pranzare, Vivace ha accusato un malore e si è accasciato a terra. Immediatamente sono stati chiamati i soccorsi, inutili si sono rivelati i tentativi del personale del 118 di rianimare l’uomo che purtroppo è deceduto, fatale sarebbe stato un arresto cardiaco. Sotto shock per quanto accaduto,  familiari e pellegrini.

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Il corpo senza vita del 62enne si trova ora presso l’obitorio dell’ospedale in attesa del trasferimento a Striano dove si svolgeranno i funerali e verrà tumulata la salma. La notizia ieri ha fatto il giro del paese dove il geometra era molto conosciuto e stimato. Membro insieme al figlio della Sezione Associazione Nazionale Carabinieri in congedo di Striano, Vivace in passato ha ricoperto anche cariche politiche. E’ stato assessore comunale nel 2014, durante la prima legislatura del sindaco Antonio Del Giudice. Lascia di sè il ricordo di una persona perbene e garbata.

N.M.

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Avellino e Provincia

Clan Graziano, chiesto oltre mezzo secolo di pena per 5 imputati

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Clan Graziano, chiesto oltre mezzo secolo di pena per 5 imputati

Avellino. Oltre mezzo secolo la pena chiesta per i cinque imputati legati al clan Graziano di Quindici. I pm antimafia, Simona Rossi e Luigi Landolfi, hanno richiesto 14 anni per Fiore Graziano e Antonio Mazzocchi, 12 anni per Salvatore Graziano, 10 anni di reclusione per Domenico Desiderio e 9 per Ludovico Domenico Rega. L’operazione nell’agosto del 2019, quando i carabinieri del nucleo investigativo di Avellino, guidati dal capitano Quintino Russo, arrestarono i 5 imputati accusati di una serie di estorsioni e attentati intimidatori, porto e detenzione di arma, associazione a delinquere.

Tutti reati aggravati dal metodo mafioso. Nell’ordinanza c’era ampio spazio dedicato alla scarcerazione di Salvatore Cava, figlio del boss morto Biagio, finito subito nel mirino dei Graziano insieme alla madre Rosalba Fusco. Con un fucile di precisione, i killer dei Graziano si allenavano utilizzando un manichino. Lo ritrovarono nelle infinite campagne di Quindici, i carabinieri Cacciatori Puglia del Gargano ai quali avevano chiesto aiuto i colleghi di Avellino. Bianco, dalle sembianze femminili, residuo di una boutique visto che presentava anche un cinturino sul punto vita. Il fantoccio risultava stato colpito all’altezza del cuore, da due proiettili sparati con un fucile di precisione. Secondo la procura, il manichino sarebbe la conferma che gli esponenti del clan Graziano si addestravano al tiro di precisione.

 

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