“Alla decima giornata nemmeno il Napoli, la squadra piu’ forte insieme a Juventus e Inter, puo’ essere un esame decisivo”. Gian Piero Gasperini si tiene la sua Atalanta da record di gol (nessuno ne aveva mai segnati 28 in 9 gare di campionato nell’era dei 3 punti) negando un’eccessiva importanza al test del San Paolo di mercoledi’: “La sfida conta indubbiamente anche per la classifica, ma e’ ancora molto presto. Quanto ai numeri, a me interessano quelli alla voce ‘vittorie’ – obietta l’allenatore nerazzurro -. L’attuale posizione e’ uno dei vantaggi con cui affrontiamo questa gara, perche’ significa che abbiamo carte da giocare. Ma abbiamo i piedi ben piantati per terra nonostante tutti gli apprezzamenti e i complimenti: lo scudetto e’ una cosa mediatica, che non ci riguarda”. Parola d’ordine, volare basso: “La nostra stagione e’ una corsa a tappe molto lunga. Ha ragione il presidente Percassi quando fissa la salvezza come primo obiettivo. Realisticamente, rimanere entro i primi 6-7 posti e’ l’obiettivo successivo – continua Gasperini -. Intanto proviamo a restare piu’ possibile nella zona alta. Pur avendo cambiato poco la rosa in estate i numeri che stiamo accumulando, vedi gol fatti, sono importanti”. Per la formazione, niente anticipazioni ma anche un paio di distinguo: “Gli acciacchi di gara non sono cosi’ importanti da togliere di mezzo quelli che hanno giocato domenica. Oggi verifichiamo le condizioni di Palomino e Masiello. Su Jose’, che aveva saltato la Champions, eravamo strasicuri e poi ha sentito male in riscaldamento prima dell’Udinese. Il tempo per recuperare con l’infrasettimanale e’ davvero poco, si e’ sempre impiccati con le scelte dell’ultimo minuto. Anche il Napoli ha lo stesso problema, vedi Malcuit”. Toloi-Kjaer-Djimsiti davanti a Gollini, dunque, salvo contrordine, con Gosens a provare a inserirsi in corsia (Hateboer e Castagne i titolari), De Roon e Pasalic o Freuler in mezzo. Davanti, a dispetto del protrarsi della defezione di Duvan Zapata, si naviga nell’abbondanza: “La prospettiva e’ di farlo andare almeno in panchina col Manchester City il 6 novembre, non e’ il caso di rischiarlo col Cagliari: tra sintomatologia, esami e cio’ che sente il giocatore esiste sempre differenza – spiega Gasperini -. Muriel, lo ribadisco, fatica a fare l’Ilicic partendo da lontano ma e’ straordinario da prima punta, per controllo, immediatezza e precisione di tiro: puo’ giocarci insieme, ma e’ un’alternativa. Come Malinovskyi lo e’ per Gomez nel ruolo piu’ avanzato del centrocampo. Tutti insieme non possono giocare”. Un altro sguardo al Napoli: “L’attacco di Ancelotti rimane ad altissimo livello di potenziale. Forse in campionato e’ andato a sprazzi, ma e’ molto bello vederlo giocare. E ha piu’ soluzioni”. Chiosa sull’ex allievo al Genoa, ora sulla panchina dei Grifoni: “Thiago Motta col Brescia ha capovolto la partita coi cambi. Un genio, grandissimo. Da esordiente della panchina…”.
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