Sorrento Pride, Mangiacapra: “Pago caro il prezzo delle mie idee”

Una manifestazione che si preannuncia problematica già nell’organizzazione, quella del Gay Pride che si terrà sabato 14 settembre 2019 a Sorrento. Francesco Mangiacapra, l’attivista napoletano, ex gigolò e autore del controverso dossier di denuncia su cinquanta preti omosessuali del sud Italia, a pochi giorni dallo svolgimento del corteo, ha annullato la sua partecipazione. Causa sarebbero le intimidazioni ricevute pubblicamente, a mezzo social network, da un militante del circolo Arcigay di Salerno, che è una delle associazioni che concorrono all’organizzazione della manifestazione.

Al precedente Gay Pride di Napoli, Mangiacapra aveva sfilato travestito da Gesù Cristo in versione omosessuale, con tanto di arcangelo seminudo al seguito suscitando le ire della Chiesa, l’indignazione di molti fedeli e la curiosità degli avventori. Pertanto, la sua imminente partecipazione al Sorrento Pride 2019 era particolarmente attesa, anche perché tra i sacerdoti segnalati nel suo scabroso dossier inviato al Vaticano, erano presenti dei parroci dell’Arcidiocesi di Sorrento e di altre diocesi limitrofe, alcuni dei quali a seguito dello scandalo erano misteriosamente stati allontanati dalle proprie parrocchie senza che nessuna spiegazione fosse fornita.

“Ho consigliato al mio assistito di desistere dalla partecipazione alla manifestazione di sabato, in quanto a seguito dell’invito al pubblico linciaggio effettuato a mezzo Facebook da un socio Arcigay, abbiamo seri motivi di ritenere che la sua incolumità possa essere messa in grave pericolo”, riferisce l’avvocato Giuseppe Pappa del foro di Napoli, già difensore di Mangiacapra in altri procedimenti penali che lo vedono parte lesa a seguito di minacce e aggressioni subìte a causa delle sue innumerevoli provocazioni pubbliche. “Abbiamo provveduto ad adire le vie legali – spiega il difensore – non solo per la tutela dell’incolumità di Mangiacapra ma anche per i danni da lui patiti dall’istigazione all’odio contenuta nell’invito al suo pubblico linciaggio apparso nei giorni scorsi sul web”.

“Pago caro il prezzo delle mie idee – dichiara Mangiacapra – ed è ancor più grave che a veicolare odio verso un attivista per i diritti civili sia proprio un socio di un circolo Arcigay che durante la manifestazione di sabato avrebbe dovuto rivendicare tolleranza e libertà. Pertanto resto in attesa di una presa di posizione del circolo Arcigay Napoli, del quale sono membro, e delle altre associazioni LGBT campane che prenderanno parte alla manifestazione”.

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Redazione Cronaca

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