Il superamento delle ideologie novecentesche c’entra poco, tuttavia la ruggine tra i contendenti non e’ poi tanto fresca. Eppure resta difficile comprendere come un democristiano della vecchia sinistra di base, allievo di uno dei padri del compromesso storico, come Ciriaco De Mita, possa avvertire una certa repulsione per quei simboli che ancora mantengono il vago sentore del comunismo, come la Festa dell’Unita’. Accade a Nusco, dove il vecchio leader democristiano vive e governa. E’ sindaco al secondo mandato, e dopo aver bandito dal suo territorio persino il diavolo, non gli e’ stato difficile rifiutare al circolo Pd di Nusco la sala della biblioteca comunale per la 44esima festa dell’Unita’. La motivazione sembra uscita dalla miglior penna di Giovannino Guareschi, quando il suo Don Camillo faceva sfoggio di paradossi per blandire il povero Peppone. Il circolo Pd aveva invitato per una lectio magistralis il professore di storia dell’universita’ di Cassino, Toni Iermano, autore di “Il lessico della sconfitta. Mezzogiorno immutabile”. De Mita ha negato la sala considerando il professore avellinese con un passato antidemitiano perche’ “studioso di fama europea, troppo autorevole e importante” per una modesta sala della remota provincia interna. La risposta del circolo Pd di Nusco si adegua allo stile. “La pittoresca decisione sindacale, avvolta in un mantello di umorismo da strapaese – e’ scritto nella nota – non evidenzia solo una concezione a dir poco tribale della cosa pubblica, ma si rivela come un monumentale apologo dell’Assenza della Misura, in cui e’ davvero divertente richiamarsi ai paradossi dei sofisti fino a ricordare quello di Epimenide di Creta”. Il guanto di sfida e’ raccolto. In pieno spirito di centrosinistra, forti del superamento dei conflitti novecenteschi, gli organizzatori bussano alla porta del vescovo, che spalanca le porte del palazzo vescovile. Il professore “di fama europea” domani sara’ a Nusco per la sua conferenza. “Una metafora eloquente di quanto la Chiesa non poche volte riesca ad essere piu’ libera e democratica degli stanchi, ormai inadeguati sacerdoti del paradosso – scrivono gli organizzatori del Pd – contro tutto questo, un giocoso, primitivo ritratto della decadenza con un avvertito retrogusto di amaro, noi ci saremo”.

Renato Pagano
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